sabato 19 aprile 2014

Si tirano (quasi) le somme.

A pochi mesi dal rientro in Italia: in tutta sincerità, chi è rimasto più o meno deluso da quest'esperienza? *alza la mano*



In tutta onestà credo che nessuno di noi debba definirsi 'deluso'. Mi permetto di parlare della mia esperienza, perché sarebbe ingiusto e poco consono avvalermi di quella di qualcun altro: sto per terminare un annuale in uno dei paesi che non erano esattamente 'in cima' alla mia lista. Ho imparato una lingua che non mi servirà certamente nell'immediato e che non si può definire certo 'popolare' o 'diffusa'. Ho sofferto la lontananza dall'affetto della mia famiglia, dei miei amici e dai miei luoghi, che, per quanto possa sembrare banale e sciocca come cosa, personalmente ritengo che abbia comunque un certo peso. Ho perso in malo modo la persona di cui ero innamorata (anche se ora, dopo tutto, ne sono felice), ho vissuto momenti angosciantissimi in cui ero abbandonata a me stessa. Mi hanno derubata, quasi stuprata, minacciata e sparlata per mesi; ho sofferto di disturbi alimentari per colpa di commenti poco carini, la mia famiglia ospitante e la scuola belga certe volte mi hanno fatta letteralmente impazzire, senza contare che di amici belgi non ne ho esattamente a dozzine né in maniera estremamente stretta, ma nonostante tutto non posso definirmi 'delusa'.
Pensavo che avrei avuto un'esperienza perfetta, che tutto sarebbe andato bene e che sarei stata la tipica tipella nei video di AFS. Non è andata esattamente così: non ho avuto un'esperienza facile, ma proprio per questo sono fiera di me, per aver resistito, per essere ancora qui, nonostante tutti questi problemi e queste difficoltà. Sono fiera di me che nonostante tutto sorrido ancora quando splende il sole e questo posto assume improvvisamente una bellezza tutta sua, sono felice quando mia madre mi abbraccia senza motivo e mi presenta come "la figlia italiana", sono felice quando vedo che ci sono persone che a migliaia di chilometri si sentono e mi dimostrano di essere comunque vicine a me e mi vogliono realmente bene. Queste sono le mie soddisfazioni: aver imparato ad apprezzare il posto da cui provengo, la mia cultura, il mio Paese, che prima magari schifiavo. Aver imparato a cavarmela da sola, ad inventarmi e scoprimi ogni giorno. Sono fiera di essere diventata grande e mi rendo conto che senza quest'esperienza, senza il Belgio, io non sarei mai potuta arrivare a tutto questo, non a 17 anni.
Credo che ognuno di noi, nonostante le cose negative, che certamente ci saranno, debba concentrarsi su quanto di bello è capitato e quanto alla fine è riuscito ad imparare: scoprire non è una scoperta dei posti, quanto in realtà di se stessi. Un giorno, probabilmente molto preso, ci mancherà tutto questo ed è per questo motivo che dobbiamo imparare ad apprezzare quello che ci capita, in qualsiasi situazione.


Volevo copiarvi qui questa piccola conversazione/papiro, era da un paio di giorni che cercavo di scrivere un post con questa riflessione (senza particolare successo), ma credo che in questo modo abbia risolto il problema... no? ;)
Un bacione a tutti,
Dal Belgio,
Elisa!



lunedì 7 aprile 2014

Countdown mode: ON (again)

Il fatto che io mi ritrovi a scrivere puntualmente di notte non è affatto una novità, chi ha letto alcuni dei post precedenti lo sa benissimo. Era da diverso tempo che non scrivevo ed è proprio per questo che, adesso che ci sono le vacanze di Pasqua e ho un po' più di tempo libero, ci tenevo ad aggiornare un po' il blog. Ma andiamo a noi...
Qualche giorno fa ho ricevuto un'email da AFS con le informazioni utili circa il rientro in Italia ecc, ecc... Un'email tristissima in sostanza, il cui unico risultato è stato quello di mettere tanta, tanta, tantissima ansia. 
"Il tuo programma in Belgio Fiammingo è ormai quasi al termine...": non posso credere che io abbia ancora soltanto 97 giorni e poi sarà tutto "gedaan" (conluso). Sembra ieri che tra una lacrima e l'altra arrivavo insieme a tutti i "tipelli" italiani a La Foresta (Hogwarts) per la prima volta... Quel 23 Agosto non avevo la minima idea dell'esperienza che stava per cominciare e se ripenso alla ragazza un po' spaesata e terribilmente spaventata che ero, provo una grande tenerezza.
Sono cresciuta tanto in questi mesi, ho imparato tantissime cose: prima tra tutte ho imparato a cavarmela da sola, a sopravvivere, ad adattarmi e a scoprirmi ogni giorno. Al campo iniziale durante i vari workshops i volontari ci avevano chiesto perché avessimo deciso di partire e io, su due piedi, avevo risposto che era stato principalmente per curiosità ed intraprendenza; ma una ragazza di Hong Kong, Lowell, aveva detto così: "I left to find out myself, who really I am".
Nel corso di questi mesi ho pensato spesso a questa frase, perché anche io in un certo senso, come lei, ero alla ricerca di me stessa. Non dico che, quando fossi partita, non  ne avessi una certa (vaga) idea, ma credo che solo quando ti spogli di tutte le convenzioni, quando ti ritrovi veramente faccia a faccia con le tue paure e i tuoi peggiori timori, solo allora puoi capire veramente chi sei. E dopo sette mesi lontana, finalmente sento di poter dire che una delle cose principali che quest'esperienza mi ha donato non è stata la lingua o i (pochi) rapporti instaurati con le persone del posto: io ho scoperto me stessa, ho trovato la mia "verità", e questa rimane e rimarrà sicuramente una delle mie soddisfazioni maggiori.
Rivedo le foto scattate fino ad ora e - specialmente delle prime - penso: "Questa ero io, sì proprio io, Elisa... ma adesso sono così diversa! Sono un'altra Elisa... ma sempre io". Un po' mi aspettavo questa metamorfosi, già nel primo videoblog dicevo che probabilmente a fine esperienza sarei stata una persona completamente diversa, ma più che "totalmente cambiata" io mi sento "evoluta", maturata ecco. Mi sono successe tante di quelle cose, ho passato tante di quelle difficoltà, essenzialmente da sola, che tutto questo non ha fatto altro che cambiare la mia visione di me. Adesso mi sento abbastanza forte da poter affrontare il mondo intero, so che ne sarei capace, e sono fiera di tutto quello che ho fatto finora.
Mi sento come se i mesi fossero volati, letteralmente, e fa senso pensare che un anno sia passato così velocemente. E' ovvio che non vedo l'ora di tornare, di riassaporare i saporti di casa e respirare la calda aria mediterranea, ma mi rendo anche conto che ci lasciare le mie abitudini belga porta anche molta tristezza. Come sarà la vita senza De Lijn? Come sarà non prendere più almeno una volta al mese un treno della NMBS? Non vedere più centinaia di Panos o insegne di Het Belang Van Limburg. Nessuna Liefmans, Rodenbacht, Jupiler... Okay, ho ancora altri tre mesi, ma credete davvero che 90 giorni siano tanti? Sul serio? Ho l'ansia a mille: ci sono ancora così tante cose da fare, progetti da portare a termine, liste da completare, obiettivi da raggiungere, che quasi mi gira la testa se ci penso! Ma meglio non farsi prendere dal panico: per riuscire nel proprio intento bisogna sempre mantenere la calma ed il sangue freddo.
Inoltre, pensare di tornare mi spaventa terribilmente: se penso alla mia vita una volta tornata vedo solo un grande, grandissimo buco nero. Nessuna delle cose che ho lasciato è rimasta com'era e non so che piega prenderà la mia vita una volta rientrata... Ma meglio non pensarci troppo, non è ancora tempo per fare questi discorsi.
Tuttavia, devo farvi questa piccola confessione: ogni tanto, prima di dormire la maggior parte delle volte in realtà, mi faccio un po' il film dell'arrivo in aeroporto.. Penso chi ci sarà, chi non, come sarà sentirmi di nuovo a casa dopo dieci lunghi mesi di assenza.. In generale non mi piace farmi troppe 'illusioni' o cose del genere, ma è un'idea che mi torna in mente spesso. Più che altro perché penso che solo allora si vedrà chi è realmente importante e chi no, chi c'è e chi no. Chissà... vedremo.
Per adesso mi dico abbastanza soddisfatta delle amicizie che sono durate nonostante la distanza e talvolta anche a prolungati silenzi, ma c'è questo di meraviglioso: nonostante gli impedimenti e i rapporti talvolta sporadici, ci sono amicizie che hanno saputo resistere e persone che contano i giorni aspettando solo di riabbracciarvi. Queste sono le cose meravigliose della vita. Alla fine... rimane solamente chi vuole davvero rimanere: non importa che tu viva nella sua stessa città, in un'altra o su Marte: chi ti ama resta, a prescindere da tutto. E a chi ha preferito altro, posso solo dire che mi dispiace, ma infondo io non ho mai chiesto a nessuno di incatenarsi a me: siamo tutti liberi ed è proprio nella totale libertà che emerge la vera natura delle persone. E credo di aver detto abbastanza.
Una cosa è certa: (come disse la saggia Barbara<3) abbiamo una missione da portare a termine e poco importa se il percorso è stato ed è ancora oggi molto faticoso e doloroso. Non si torna indietro: piedi affondo e denti stretti, le cose vanno finite, questa missione va portata a termine, in tutto e per tutto!
Quindi, sì: iniziamo questo nuovo countdown! Non servirà solo per sapere quanto tempo manca per riabbracciare tutti, ma anche per 'dare più senso ai giorni che restano', per non buttare via nemmeno un istante.
Voglio concludere al meglio quest'avventura e ho fiducia in me e nel futuro quando dico che CE LA FARO'.


martedì 11 marzo 2014

Non uscire con una ragazza che viaggia.

Lei è quella coi capelli scompigliati, trascurati e stinti dal sole. La sua pelle è molto diversa da com’era prima. Non esattamente baciata dal sole. E’ bruciata e con i segni dell’abbronzatura, cicatrici e punture qui e lì. Ma per ogni segno sulla sua pelle ha un’avvincente storia da raccontare.

Non uscire con una ragazza che viaggia. E’ difficile da compiacere. Il solito appuntamento cena-film al centro commerciale l’annoierà a morte. La sua anima brama nuove esperienze ed avventure. Non sarà affatto scioccata dalla tua nuova macchina o dal tuo orologio. Preferirebbe scalare una montagna o lanciarsi da un aereo piuttosto che sentirti parlare di questo.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea mette i saldi. Non andrà mai a ballare al Republiq. E non pagherà mai 100 euro per Avicii perché sa che un weekend di festa sarà equivalente più o meno ad una settimana di viaggio in un molto più entusiasmante posto lontano.

Molto probabilmente non ha un lavoro stabile oppure sta sognando di lasciarlo. Non vuole certo farsi un didietro così per il sogno di un altro. Lei ha il suo sogno e ci sta lavorando. E’ una freelancer. Fa soldi disegnando, scrivendo, facendo foto o qualcosa per cui c’è bisogno di creatività ed immaginazione. Non le far perdere tempo parlandole del tuonoioso lavoro.

Non uscire con una ragazza che viaggia. Potrebbe aver sprecato la sua laurea e cambiato completamente carriera. Adesso è un’istruttrice di  immersioni o un’insegnante di yoga. Non sa quando avrà la prossima paga, ma non lavora tutto il giorno come un robot, esce e prende quello che la vita le offre, e ti sfida a fare lo stesso.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei ha sceltouna vita di incertezza. Non ha un programma né un indirizzo fisso. Segue la corrente e va dove la porta il cuore. Balla al ritmo del suo stesso tamburo. Non ha un orologio. I suoi giorni sono scanditi dal sole e dalla luna. Quando sentirà il richiamo delle onde, la vita si fermerà e ignorerà tutto e tutti per un momento. Ma allo stesso tempo,  ha imparato che fare surf non è la cosa più importante nella vita.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei tende aparlare sinceramente. Non cercherà mai di fare una buona impressione sui tuoi genitori o i tuoi amici. E’ rispettosa ma non le fa affatto paura intavolare una discussione su problemi globali e responsabilità sociali.

Lei non avrà mai bisogno di te. Sa come montare una tenda e avvitarne le alette senza il tuo aiuto. Cucina bene e non avrà mai bisogno che le paghi un pasto. E’ autonoma, e non le importerà se viaggi con lei o meno. Si dimenticherà di farti sapere quando è arrivata a destinazione. E’ troppo impegnata a vivere il presente. Parla agli sconosciuti. Conoscerà tante persone interessanti che la pensano come lei da tutto il mondo e che condividono le sue stesse passioni e i suoi stessi sogni. Con te si annoierà.

Quindi non uscire con una ragazza che viaggi a meno che tu non riesca a tenere il suo passo. E se senza volerlo te ne innamori, non ti azzardare a trattenerla.  Lasciala andare.



martedì 18 febbraio 2014

NIET THUIS ZITTEN!

Tijdens mijn leven hier in Belgie ik heb veel mooie steden gezien: Hasselt, de hoofdstad van mijn regio, het Limburg, Brussel, de grote hoofdstad van Belgie, Leuven, super universiteit stad, Antwerpen, stad van diamenten en fashion, Gent, mijn beste, en ook sommige kleiner steden zoals Genk, Kortrijk, Lanaken, Dilbeek en zoeits.
Natuurlijk ik ben naar de bepalde (en de allene) winkel van Primark geweest, in Luik, voorbeeld van Wallonie, en maandelijk ga ik na Maastricht, Netherlands, want het zo dicht bij mijn huis is. Ik heb veel gezien, maar in mijn lijstje zijn er nog belangrijk halde zoals Brugge of Oostende, die ik heb nooit gezien sinds nu (maar waar hoop ik om gaan snel toe!).
En mijn liefde voor reis kan niet enkel in de kleine (maar altijd liefe) Belgie zitten: over een paar weken zal ik vliegen na Hongarije, na mijn beste vrienden, en deze week met de school gaan wij enkel voor één dag na Aken, een mooie stad van Duitsland. Oh, ik was bijn aan vergeven dat in April zal ik ga ook na Parijs en wel Amsterdam... dat is fantastisch, voel ik echt entusiastisch :) Super jaar, deze! Mijn oogen zijn echt vol van beelden, emoties ezv...!
Ik voel gelukkige want ik had/heb de opportuniteit om zo veel doen en moet ik dank je zeggen aan mijn natuurlijke ouders en ook aan mijn gest familie: het is niet altijd zo mogellijk om vinden zo vriendelijke mensen en het is bijna een droom voor me. Wonnen met speciale mensen, die houden me, el indien ik ben niet een 'persoon van bloed', is een zeldzaam geluk en ik ben klopt waanner zeg ik dat ik heb drie zousjes, een broer en vier ouders! Ik ben aan dromen...
Echter, wat ga ik tuurlijk missen van Vlaanderen zijn veel dingen: de mensen, mijn gewoonten, de vrienden, de mooie platsen... maar een belangrijk deal is voor de eten :P Wat zal zijn mijn leven zonder deze lekker bieren, wafels, chocolade, groenten, ezv die kan ik niet in Italie vinden?! Toch de beste ding van deze ervaring zijn de AFS spectaculaire studenten, heel speciale jongen en meisjes. Ik heb vrienden overal de wereld en is er geen limiet. DANK JE
(Bijna) zes maanden hebben veel aan me gegeft, maar nog de andere vier moeten ook veel reserveren en geven! De beste moet nog aankomen! En is heel klopt om te zeggen dat alles een cadeauje is. De taal, bij voorbeeld, deze vreemd, raar taal... niet zo mooie! Ook dit is een cadeauje. De lachen wel, de liefde voor deze staad en ook de slechten momenten: alles een grote cadeauje is. Bij deze ervaring ik heb veel dingen geleert, maar eerste ik heb geleert om te houden het leven en denken over allemaal als een alleen , rijk opportunieit.
Dus niet thuis zitten: ga buiten, exploreren jullie wat wordt daar... WORDEN JULLIE OOK EEN AFS UITWISSELINGSTUDENTE!


martedì 4 febbraio 2014

Elisa in transferta? ;)


Ebbene sì, leggete bene: BUDAPEST!
Vado a trovare due dei miei migliori amici, Mario e Matteo, che sono in Ungheria sempre con AFS! Ancora non posso credere che AFS mi abbia dato il 'via libera' per poter andare, ma sono davvero al settimo cielo! Partirò tra un mese, durante le vacanze di Carnevale e... non vedo l'ora di riabbracciarli! :')
TROPPO FELICE!

domenica 2 febbraio 2014

Mi dichiaro "nomade"

Si prova una strana sensazione quando si parte. Sentire i piedi che quasi si sollevano dal terreno, camminare veloci, sospinti da quella brezza frizzante di avventura che ci inebria e ci avvolge... c'è qualcosa di magico nel prendere le proprie cose e riempire una valigia, uno spazio relativamente piccolo che viene riempito da una vita relativamente grande. Cosa portiamo con noi quando dobbiamo affrontare un viaggio? Tutto quello che logicamente ci serve, ovviamente: i vestiti, la crema per il corpo, non dimenticate lo spazzolino, eh! Ma quello che davvero impacchettiamo, incellofaniamo e chiudiamo con una cerniera è la nostra voglia di esplorare, di divorare il mondo.
Gli occhi e la mente non bastano per contenerla e, infatti, la maggior parte di noi sente il bisogno sfrenato di catturare i momenti più significativi della propria esperienza: con le foto, scrivendo, magari registrando un video... Pensiamo ai viaggi che facciamo come ad un avvenimento speciale che si è verificato in quel determinato anno/mese/settimana e chiamiamo quel tempo con il nome della nostra destinazione. Non pensiamo a quello che è successo nel mentre durante la nostra momentanea assenza, ma ricordiamo solo quell'attimo.
Molti potrebbero anche chiamarla "vacanza", ma io sto parlando di partenze in generale, da quelle fatte per lavoro a quelle ovviamente per piacere, e almeno per quanto riguarda il primo caso non credo sia il termine più appropriato da utilizzare. Anche se lasciatemi dire che avere la possibilità di viaggiare, svolgendo il proprio lavoro, è una delle fortune che mi auguro di avere. Sarà che personalmente mi diverte prendere spesso il treno o l'aereo, anche per periodi di tempo abbastanza lunghi: certe volte, sì, ci si annoia, ma trovo molto, molto più noioso stare a letto o sul divano a grattarsi la pancia o incollati ad una scrivania. 
E stando qui, vivendo tra le mucche e le distese verdi, circondata solo ed esclusivamente dalla natura ed eccezionalmente da qualche (rara) casetta di campagna, ho capito una cosa: ci sono alcuni di noi che, ovunque li mettiate, sentiranno sempre il bisogno di allontanarsi. Non perché non riescano ad essere "felici" in un determinato luogo, ma perché è il loro spirito a sentirne il bisogno, a sentire come necessità quella di prendere e andare, non importa dove, ma andare...
Sono partita un anno della mia vita perché Palermo in un certo senso mi stava stretta, vivere una vita "normale" (perdonatemi il termine) mi sembrava limitativo e ho voluto cambiare tutto: sono diventata un'exchange student ed eccomi qui, in Belgio, un anno e mezzo dopo aver preso questa grande decisione. Vivo lontana da quella che è "casa mia" da circa 5 mesi e, superato lo choc iniziale, ammetto di averci preso proprio gusto.
Quest'esperienza non è esattamente come la immaginavo, non è né peggiore né migliore rispetto le mie fantasie, ma riconosco certamente una cosa: all'inizio credevo che, se fossi partita con AFS, per il mio periodo all'estero nella mia mente sarebbe esistito solo il mio Paese ospitante, ma fermarsi in un posto e rimanerci bloccare la propria mente e il proprio spirito lì è... un'idea che mi sta davvero stretta, almeno per ora. 
Ho una lista piuttosto lunga di posti da visitare, in cui vorrei andare "almeno una volta nella vita" e in alcuni di questi per più di una semplice "vacanza". Una "wish list", chiamiamola così, ma altro non è che la somma dei miei sogni.
In ogni caso ho deciso di dichiararmi nomade, perché non sento di avere una casa precisa. Certo, a Palermo c'è la mia casetta, così dolce, accogliente, con tutte le mie cose, con la mia mamma e il mio papà e le voci caotiche della città che attraversano i muri e i vetri; così come a Kesselt, c'è una grande dimora che è diventata praticamente la cosa più familiare per me qui in Belgio. Ma oggettivamente la mia dimora è il mondo, nella sua totale vastezza ed immensità io non mi sento per nulla spaesata, anzi... più si allarga l'orizzonte, più mi sento viva e libera. 
Ho 17 anni e per fortuna anche tanta, tanta voglia di vivere: non esistono limiti intorno a me, li abbatterò tutti, perché non c'è niente di meglio di sentirsi liberi e leggeri e prendere la propria vita e trasformarla in quello che abbiamo sempre sognato di essere! Difficile spesso, ma fidatevi se vi dico che è sempre meglio provare a fare l'impossibile, piuttosto che rinunciarvi per puro principio.
E dopo questo soliloquio molto riflessivo (forse un po' troppo :P) vi saluto e vi mando un grosso bacio van Vlaanderen <3

Tot zienssss

martedì 14 gennaio 2014

Lettera alla mia mamma

"Lo vuoi sapere cosa sto pensando in questo momento? Non stavo facendo niente di ché, rivedevo certe foto, vecchie foto del 2011, fatte nel salone di casa e sono arrivata a pensare che questa è la cosa più bella che vi resterà di me. Fammi spiegare... Più in là, quando andrò a vivere per i fatti miei, o anche adesso che non sono presente fisicamente, tu e papà siete padroni di un patrimonio prezioso e profondo per la nostra famiglia: è la cosa più bella che vi resterà di me.
Io in quella casa ci ho vissuto, ci sono ricordi ovunque e, tra gioie e dolori, quelle quattro mura hanno visto il lento scorrere della mia esistenza per questi primi sedici anni e mezzo di vita. Mi hanno vista gattonare, cantare davanti la TV imitando le Winx o Hannah Montana, mi hanno vista disperarmi per lo studio e hanno assistito a diversi momenti di pazzia e fragilità; quelle quattro mura hanno conosciuto i miei amici e gli amori che ho avuto. Sanno tutto di me ed è proprio per questo che posso definirle "casa mia".
La mia anima e la mia essenza sono in un certo qual modo racchiuse lì, perciò... se mai sentirai la mia mancanza o sarai giù perché non c'è più nessuno a fare rumore per casa, non devi far altro che pensare che io sono già lì: ovunque mi trovi e qualsiasi cosa accada, casa mia sarà sempre una certa rappresentazione della mia persona.
Magari non sarà stata la casa dei sogni: non è grandissima e il nostro condominio merita certamente un premio nobel per le rotture di scatole, ma tutto questo è relativamente importante: è casa nostra ed è il fulcro dei nostri ricordi.
Io so bene che vorresti non vedermi mai andare oltre quella soglia, in un certo senso è il sogno di tutte le mamme non dover mai lasciar andare via i propri figli, specie poi se quelli sono figli unici, ma se tu non mi avessi concesso di andare via, di sperimentare, di mettermi alla prova, di fare qualcosa di cui non tutti sono capaci... Probabilmente non ti avrei mai scritto questa cosa. Perciò, ti dico di essere fiduciosa per il futuro ed orgogliosa di tutto quello che hai fatto per far sì che io crescessi al meglio.
Io sono fiera della persona che sono e spero che anche tu lo sia di me.
Ti voglio bene, perché, anche se quando siamo insieme ci scanniamo per il 99% del tempo, almeno sappiamo di volerci bene, nonostante tutto (e tutto questo vale anche per papà, ovviamente)."


Un anno all'estero non ti permette soltanto di cimentarti con una nuova cultura o di apprendere una nuova lingua; un anno all'estero ti dona la consapevolezza di quali sono le cose realmente importanti per te e - soprattutto - di chi sono i tuoi affetti. Un anno all'estero ti dona tanto, ma proprio tanto, sotto ogni punto di vista.

lunedì 6 gennaio 2014

Wacht iedereen voor iets

Mi sento un po' come un naufrago in questo momento: la tempesta, una delle peggiori, una delle più dure, si è abbattuta su di me e nonostante tutto sono rimasta viva, incolume. Mi sento grata di essere 'sopravvissuta' per il semplice fatto che amo la vita e tutto ciò che ne fa parte. Non mi lascerò abbattere da niente e da nessuno.
Elisa, la 'naufraga', in questo momento, comunque, si trova su un'isola deserta, sperduta in un oceano vasto e profondo: non c'è nessuno nelle vicinanze e il territorio è interamente incolto, intoccato. E' uno di quei posti inesplorati e deserti, che nascondono mille insidie e mille sorprese, ma forse è proprio ciò che mi ci vuole... Ho bisogno di riflettere su me stessa e sulla mia vita in questo momento. Ho bisogno di prendere una boccata d'aria e pensare solamente ed esclusivamente a me. 
Spesso nel rapporto con gli altri ci dimentichiamo cosa voglia dire prendersi cura di se stessi, non dimenticarsi, scegliersi sempre e comunque: mi rendo conto che probabilmente in questi ultimi sei mesi mi sono lasciata oscurare, mi sono dedicata interamente ad una persona che, sì, ho amato con tutto il cuore, l'anima e le viscere, ma che alla fine... non mi ha lasciato niente. Anzi, mi ha tolto molto e questo lo ritengo un torto terribile; ma non è certo di questo di cui voglio parlare.
Ho scritto che "tutti aspettiamo qualcosa": ecco, io aspetto di ritrovare me stessa.
Aspetto di apprendere a piano questa lingua, così strana alle volte, eppure.. così affascinante! (Il mio stato mentale è decisamente degenerato considerato che mi ritrovo a dire che una lingua rude e gutturale come il Fiammingo sia "affascinante"..) Ma quando mi cimento con questa lingua mi sento felice: mi metto alla prova e mi sorprende vedere che alle volte mi risulta più naturale parlare in questo linguaggio, che alla fine conosco appena, piuttosto che nella mia lingua madre.
Aspetto di riabbracciare i miei amici, riprendere la vita che ho lasciato. Sono felice in Belgio, in questo momento non vorrei mai e poi mai terminare quest'esperienza, ma mi sento come se una parte del mio cuore fosse dispersa per il mondo e... è decisamente così. Un anno è davvero un lungo periodo di tempo, ma le cose buone non sono mai facili, quindi... ne varrà la pena, no?
Aspetto di maturare certe situazioni. Ringrazio ogni giorno la casualità della vita che mi porta puntualmente a sorprendermi per quanto la nostra gioia sia fatale. Nell'ultimo periodo sono stata convinta che la mia vita sarebbe finita con una persona, che dopo di lui non avrei più potuto provare nulla né tanto meno avere fiducia nel genere maschile. Gradissimo errore: non si deve mai sottovalutare la vita. Quando ci accade qualcosa di brutto, tendiamo a pensare che non ne usciremo mai, che il dolore ci opprimerà per sempre; ma soprattutto finiamo per credere che la persona che ci ha ferito e che probabilmente adesso è felice ed appagata dalla sua nuova vita, senza di noi, avrà un futuro più lieto del nostro, che noi non saremo mai così "fortunati". Beh, siamo stupidi quando pensiamo queste cose.
Se nella nostra vita c'è anche una sola persona che ci rincuora, che è costantemente pronta a darci un abbraccio e, soprattutto, A FARCI RIDERE, allora vale la pena tenere duro e lottare, contro tutti gli stronzi, gli ipocriti e i traditori. Chi ci volta le spalle ingiustamente finirà per pentirsene, prima o poi. Sono fortunata, nonostante tutto, perché sto vivendo un'esperienza unica, che forse non mi ricapiterà mai più, e dovrei essere immensamente grata solo solo per questo. E come se questo non bastasse godo anche della presenza di amici spettacolari, che, anche se lontani, mi abbracciano quotidianamente, attraverso i chilometri, la distanza e tutte le complicazioni.
E mi sento felice, nonostante tutto, perché c'è ancora qualcuno che riesce a farmi ridere, con cui riesco a condividere una parte di me stessa, che non mostro sempre a chiunque. Magari con questa persona non ci sarà ancora una grandissima intimità né tanto meno la possibilità concreta di approfondire i rapporti, ma, come ho detto, io aspetto, pazientemente, che tutto venga con i suoi tempi. Magari andrà bene o magari no: niente nasce dal nulla e la mia vita, comunque, in questo momento è qui, non altrove, perciò anche la mia mente deve restare concentrata, a prescindere da tutto: devo concludere al meglio la mia missione, l'obiettivo per cui ho tanto lottato. La pazienza è la virtù dei forti e, al contrario del mio solito, ogni tanto mi ricordo che aspettare e lasciare che le cose crescano e si sviluppino con il loro esito naturale, è una delle cose migliori e più piacevoli a cui possiamo mirare.
Ho corso troppo certe volte, volendomi sentire subito grande, volendo sfidare la mia fortuna e la vita stessa, ho messo in gioco tutto e, non dico di aver perso ogni cosa, ma certamente quando si scommette, si deve tenere anche conto di perdere.. Infondo, magari, sarà il prossimo giro ad essere più fortunato, ma noi dobbiamo imparare a giocare al meglio le nostre carte e con questo credo davvero di aver detto tutto.
Perciò, abbiate (abbiamo) fiducia nel futuro: la vita non è sempre perfetta, ma è proprio così, nella sua imperfezione, che noi ci sentiamo realmente felici. Se tutto fosse come desideriamo, se ottenessimo tutto subito e con la massima facilità, probabilmente ci stancheremmo di tutto e finiremmo per gettare via ogni cosa, disprezzandola e non cogliendone il valore.
Io ho capito che nella vita la cosa più importante che bisogna fare è non perdere mai la propria bussola, per nessun motivo o persona. La storia più bella è quella che si ha con se stessi e le persone che entrano nella nostra vita sono solo dei meravigliosi, speciali, insostituibili capitoli che ci arricchiscono profondamente; ma come potrebbero gli altri amarci, se prima di tutto non siamo noi ad amare noi stessi? A crederci belli, indistruttibili, inarrestabili, pieni di risorse?
Andate avanti, in ogni occasione.
Andate sempre, sempre avanti.

martedì 31 dicembre 2013

Fijne Nieuwe Jaar's Avond

Anche io ho deciso di buttare giù qualche riga sulla fine di questo 2013, un anno che non potrò MAI dimenticare, per una serie infinita di motivi...Il principale? Beh, è stato l'anno del mio exchange, della mia grande avventura, del cambiamento! Esattamente un anno fa quest'esperienza cominciava a prendere forma e, mese dopo mese, diventava sempre più reale, più concreta. Un sogno che si avverava. Un sogno che, dopo tante fatiche e difficoltà per raggiungerlo, mi ha permesso di scoprire un mondo completamente diverso dal mio, un mondo "ricco di opportunità" (proprio come era scritto all'uscita del mio gate all'aeroporto di Brussel , quando sono arrivata). Mi ha permesso di conoscere tante nuove persone, provenienti da ogni parte del mondo e adesso posso dire di avere amici in ogni continente! Quest'esperienza mi ha portata verso una nuova, splendida famiglia, che mi ha sempre aiutata, specie nei momenti poco facili e piacevoli di questo viaggio. 'Ho imparato' una nuova lingua, perfezionato il mio Inglese e ricominciato a studiare Spagnolo e Francese; riesco a comunicare in ben 4 lingue diverse ed oggi più che mai mi sento una 'cittadina del mondo'. Ma, più di tutto, quest'esperienza mi ha permesso di scoprire me stessa: non mi ha cambiata, assolutamente, ma ha semplicemente "grattato via quello strato che nascondeva la vera me stessa".
Il 2013 è stato l'anno in cui ho avuto finalmente una parte principale a teatro: Voce e Nora anziana in Casa di Alcesti: una soddisfazione che non potrò mai dimenticare...
Il 2013 mi ha fatto innamorare, facendomi vivere la storia d'amore più bella, quella che non avrei mai potuto nemmeno immaginare: ogni singolo attimo è stato felicità pura, è stato tutto come un film, non esagero, e, anche se adesso questa storia è finita purtroppo, farà sempre parte di me, di questo ne sono certa. Nonostante il finale, io mi ritengo comunque estremamente fortunata ad aver incontrato una persona come lui, ad essere inciampata nella sua vita ed aver condiviso insieme momenti che posso solo definire magici, perfetti. Ed è per questo che non ho nessun rimpianto né alcun risentimento al riguardo: per una volta nella mia vita mi sono sentita esattamente con la persona giusta al momento giusto ed auguro a tutti la fortuna di vivere, almeno una volta, un'emozione così.
Come se non bastasse già tutto questo sono entrate nella mia vita tante altre persone speciali ed inimitabili, che spero davvero non si allontaneranno mai da me. Ma perché dovrei allarmarmi poi? Queste sono amicizie che nemmeno la distanza ha potuto scalfire, che hanno superato pure questi ostacoli grandissimi: perché non bastano i km o il fuso per separare amici che si sentono vicini nonostante la lontananza ed aspettano il momento di riabbracciarsi e di ridere di nuovo insieme.
Il 2013, quindi, è stata la mia svolta, in tutto e per tutto. Dopo un lungo periodo di depressione, di abbattimento e di degenerazione fisica e mentale, che mi ha accompagnata per buona parte del mio 2012, finalmente, proprio quando credevo di aver perso ogni speranza, sono ritornata alla vita. E' stato tutto un crescendo. Ricordo ancora una breve conversazione tra me e Monica ad inizio Gennaio; dicevamo così:

E. :<<Il mio 2012 è stato veramente uno schifo: è iniziato alla grande e poi è si è rovinato pian piano, finito una merda... Quest'anno è iniziato così così, sembra un po' moscio...>>
M. :<<Magari l'inizio sarà moscio, ma andrà alla grande! Sarà tutto il contrario del 2012, vedrai!>>

Ed è stato veramente così. 
Non esagero se dico che è stato l'anno più speciale e meraviglioso che abbia mai vissuto fino ad ora. Un anno fa non avrei mai potuto immaginare di vivere tutto questo né di festeggiare la fine di questo 2013 a Leuven... (Un anno fa non sapevo nemmeno cosa fosse Leuven! Ahah).
Perciò, ecco il mio augurio per il nuovo anno: lasciatevi travolgere dalla vita. Non aspettatevi nulla, ma pensate a qualche progetto, giusto per un obiettivo, uno scopo. Non abbiate pregiudizi e non date conclusioni affrettate: le cose migliori sono quelle inaspettate e i sentimenti e le emozioni più intense sono quelle che crescono e si sviluppano pian piano. Abbiate il coraggio di vivere il momento, di godervelo, senza troppi drammi né preoccupazioni. Fate tesoro di quello che vi capita: le difficoltà si verificano per farci apprezzare al meglio le nostre fortune, così come queste vengono per testimoniarci che ogni brutto periodo ha la sua fine.
Io l'ho imparato proprio quest'anno ed, anche se il nuovo anno, che si avvicina, mi fa un po' paura e mi mette un'ansia terribile, cerco di restare positiva: ho già avuto più di quanto potessi desiderare, le cose potranno andare bene o male... ma la cosa importante è non perdere mai la fiducia in se stessi e nel futuro.
Grazie 2013, grazie di avermi stupito.


sabato 21 dicembre 2013

Random Belgse Leven

Un po' di tempo fa avevo fatto una piccola lista, circa 10 punti, delle mie impressioni e delle cose particolari che avevo trovato nei Belgi e nella loro cultura. Beh, questo post è la sua continuazione: ecco a voi altri 10 punti random sulla vita in Belgio! :D Non sono niente di spettacolare, ma sono giusto le mie note, cose che mi hanno colpito e mi sono voluta appuntare ;)
  1. Bere vino come se fosse acqua...
  2. I bus sono della modesta marca Mercedes-Benz :')
  3. I popcorn non vengono fatti col sale, come normalmente in Italia, ma con lo zucchero! Sono una cosa stranissima mangiati la prima volta e devo dire che 'sdignano' un bel po', ma non sono terribili... :D
  4. "Hai fatto l'albero? MACCHEBRAVA, TI MERITI PROPRIO UNA BIRRA! Su, vai di là: in frigo abbiamo Kriek, Liefmans, Jupiler, Duwel...devi solo scegliere!"
  5. Sinterklaasje liedjes
  6. Quick
  7. Q-music
  8. Si vestono leggeri (tshirts smanicate nonostante fuori ci siano 4°C) ma poi si lamentano di congelare. Ma, attenzione, se TU dici che c'è freddo, loro rispondono "naah, non così tanto!" (wtf!??! ahaha)
  9. C'è stato un periodo in cui vedevo ovunque i colori della bandiera, in ogni oggetto, in ogni cosa, persino i pullman erano completamente ricoperti della bandiera! (Sta cosa non l'ho mai vista in Italia...)
  10. I cinema che per noi sono grandi, per loro sono minuscoli. (Aspetto di andare al Bioscoop di Hasselt per verificare cosa intendono con "grande" :D)