venerdì 18 ottobre 2013

Mi manca la mamma

56 days left.

Se penso a quel famoso 23 Agosto, ai pianti disperati in aeroporto, agli abbracci in albergo, ai saluti, al nervosismo e alle grandi speranze, mi sembra che sia soltanto ieri. E' come se fosse dietro di me: mi giro ed eccolo! Proprio come un'ombra.
Eppure da quel giorno sono già passati quasi due mesi... Già, due mesi che non sono più in territorio italiano, che non vedo i miei amici, che non abbraccio più la mia mamma... Ecco, questa è una delle cose più assurde: quella donna credevo che non mi sarebbe mancata minimamente, che, anzi, avrei vissuto il nostro distacco con un leggero sollievo. "Adesso finalmente non ho nessuno che mi sta col fiato sul collo! Posso respirare!" e, invece, la mia mamma mi manca terribilmente. Mi manca, perché vorrei un suo abbraccio e qui non c'è nessuno che me lo sappia dare come faceva lei...
Con la famiglia, infatti, va tutto bene: non ci sono grandi problemi (e non mi sembrerebbe giusto, in ogni caso, se ci fossero di scriverlo pubblicamente), però certe volte il nostro rapporto assume una strana piega. E' difficile da spiegare: certe volte la consapevolezza di essere solo un' "host" e non una figlia vera e propria si fa sentire concretamente ed effettivamente non so quanto questo sia piacevole per una ragazza di soli sedici anni.
Ambra aveva le sue ragioni a volermi dissuadere da questo genere di esperienza, ma ero troppo entusiasta, troppo abbagliata, troppo trepitante per potermi fermare a queste semplici problematiche. Partire, partire: era questa la mia filosofia!
Eppure adesso, dopo solo un mese e mezzo, mi rendo conto che non vedo l'ora di tornare a casa... Ok, non fraintendete quest'affermazione: mi trovo bene qui, le persone sono simpatiche, i cieli belli e c'è un ché di nordico che ho sempre sognato, ma l'amore per la mia patria e la mia casa è certamente maggiore di qualsiasi affetto potrei provare verso questa terra. Amabile, sì, ma forse non sono ancora capace di apprezzarla a pieno.
In ogni caso sto bene: tengo duro e no, non rinuncerò.
Però, il tempo vola, corre veloce, siamo già a fine Ottobre, e infondo non so se questo mi dispiace davvero... In un certo senso è confortante. "Oh, tra poco sarà Natale.. e dopo Natale sarà come una discesa!".
Chissà come sarò alla fine di questo viaggio, chissà se alla fine mi sentirò veramente belga e se mi rammaricherò autenticamente per dover lasciare tutto; ma per il momento mi rattristo solamente pensando a quello che ho lasciato...
Mmm sì, la chiamavano depressione dei primi tre mesi. Credo proprio di averla qualche volta...

giovedì 17 ottobre 2013

La cucina belga! (Een lekker post!)

Era da un po' che volevo fare un post un po' diverso dal solito e, dopo aver intravisto e leggiucchiato un blog dedicato interamente alle ricette indiane (tenute ovviamente da un exchange in India!) ho pensato bene di prendere spunto e parlare un po' di quella che fino ad ora è la mia esperienza culinaria in Belgio... 
E' un po' difficile fare grandi discorsi, perché non è tanto diversa dalla nostra (la cucina italiana, comunque, resta sempre la migliore di tutte; ci tengo a precisarlo) e penso che avrà molte rassomiglianze con la gastronomia del nord Italia, però è questo il bello: anche se sono molto simili, alla fine non sono le stesse! Voglio premettere, inoltre, che non ho ancora certamente assaggiato tutti i piatti belgi, ma voglio spendere in ogni caso qualche parola su quello che ho avuto l'opportunità di assaggiare fino ad ora :)
Dunque... iniziamo!


  • Uno dei primissimi piatti che ho assaggiato sono state le mosselen (o in parole povere: le cozze con le patatine!) ed è il piatto nazionale! Consiste in una porzione (una pentola) di cozze "scoppiate" in una zuppa/brodino di verdure in cui ci sono sedano, origano e cipolla. Viene servito accompagnato dalle patatine fritte, che sono un must della cucina belga, e potete mangiarle semplici, così come sono, oppure intingendole nella maionese o una salsetta all'aglio! Mi è piaciuto: non è uno di quei piatti che ti resta nello stomaco, anche se le patatine non sono esattamente un cibo "light", ma, come ho detto, non appesantisce minimamente.. L'ho mangiato solo una volta, al ristorate, ma spero di poter gustarlo nuovamente uno di questi giorni! :)


  • Boerenkool met kuiltje jus: si tratta di una salsiccia/wrustel accompagnato da una specie di puré di verdure (le patate vengono schiacciate e mescolate con spinaci e qualcos'altro che non ho ben capito cosa fosse!). Allora... la salsiccia mi è piaciuta, perché era ben speziata, ma il puré... non era esattamente per me. La consistenza è strana, ma probabilmente non lo fanno tutti alla stessa maniera; in ogni caso, non è uno di quei piatti che mi ha colpita o stupita più di tanto!

  • Smoutebollen: la traduzione sarebbe "palle di lardo", ma vi assicuro che non sono assolutamente fatte col lardo!!! Si tratta di palline di una pasta dolce, come quella delle ciambelle tipo (in realtà non riesco a trovare nulla che gli somigli veramente!) che vengono cotte nell'olio e, una volta cotte, sono ricoperte di zucchero a velo. Ne esistono di varie versioni: semplici, con la frutta candita, con le gocce di cioccolato e generalmente hanno piccole dimensioni. Sono un dolce tipico del Capodanno, ma io le potete trovare tutto l'anno in alcuni stend per la strada o penso persino in pasticceria; io, per esempio, le ho mangiate al Kermis ad Hasselt! All'inizio ero un po' scettica, pensavo: "vabbè, dai, proviamo queste cose che saranno sicuramente come tutti gli altri dolci che ho assaggiato fino ad adesso.." e, invece, sono la cosa più lekker (deliziosa) che abbia mai assaggiato! Sono morbidissime e, se mangiate calde, fanno sentire come al Settimo Cielo! Stra, stra, stra consigliate, assolutamente! :D 

  • Waffels: No, ancora non ho avuto l'onore di mangiare quelli "autentici" (ovvero cotti al momento [mi viene la bava solo a pensarci aahha]) ma mi prometto di assaggiarli un giorno di questi! Finora, infatti, ho mangiato solamente quelli confezionati, che rimango comunque i waffels più diffusi... Sono come le caramelle (anche se molto, molto più calorici :D) e li mangiano un po' tutti: grandi e bambini. In treno, a scuola, per strada... si possono gustare ovunque si voglia! :) Le versioni più diffuse sono due: semplici con un po' di zucchero (normale, non a velo) oppure completamente ricoperti di cioccolato. Io preferisco i primi, perché per i miei gusti quelli ricoperti di cioccolato sono troppo poco morbidi e non sanno veramente di waffels... a mio parere!


Per il resto nulla di particolare: tante zuppe, carne e verdure con salsine e pane, tantissimo, tantissimo pane!!! Qui hanno una specie di venerazione... Ci sono molte versioni: con i cereali, nero, bianco, baguette, sandwich, ecc... E dato che esiste una varietà svariata di pane, c'è anche una scelta infinita di condimenti!!! I supermercati ne sono pieni, perché ovviamente, essendo per la maggior parte del tempo fuori casa, i Belgi campano di panini e cose simili, quindi questa è il bisogno/la richiesta principale di questo popolo. (In ogni caso no: nulla a che vedere col pane italiano... A Palermo avevo un panificio di fronte casa mia... che amarezza ahahha).
E sorvolo anche sul cioccolato, perché mi sembra abbastanza scontato :) Insomma: è uno, se non il principale, più famoso al mondo!! (Anche se devo anche ammettere che io ho mangiato più cioccolato austriaco che belga.. chissà perché :P ahahah <3 <3 [tutto ciò mi ricorda che sono addicted... SALVATEVI...!]).
Ok, questo per il momento è tutto: lo so che non è tantissimo, ma sono qui solo da un mese e mezzo.. non posso mangiare TUTTO in poco più di cinquanta giorni!!! xD Datemi tempo u.u ... prometto che aggiornerò quando ci saranno novità degne di nota! ;)
Un bacione a tutte e spero di avervi fatto venire l'acquolina in bocca ahah,
xxx

Elisa!

P.S.
- In Belgio gli yogurt hanno la consistenza (disgustosa) dei budini, e i budini hanno la consistenza degli yogurt. #NOSENSE ahahah
- Le patatine belghe sono un'esperienza ultraterrena, ma ATTENZIONE: quelle autentiche si trovano solo alle fiere o in questi stand "a muzzo"! Diffidate da quelle dei festival o dei negozi... secondo me non sono nulla di che!
- Spesso con le patatine servono anche delle palline di carne, che sembrano delle piccole arancine di carne: NON MANGIATELE. Sembrano palline di vomito, veramente! ahahah (purtroppo non ricordo il nome specifico, sorry D:)
- I Belgi non sanno che per cucinare la pasta va messo il sale nell'acqua... Immaginate il risultato. E gli spaghetti non sono come i nostri, anche se al supermercato potete trovare le confezioni della Barilla, ma sono molto più leggeri e... gommosi? Cioè non gommosi, ma non hanno quella consistenza tipica della pasta...! Sono... morbidi, ma in un senso strano! (Begrijpen jullie????? ahahah)

lunedì 7 ottobre 2013

Articolo scritto per Intercultura!

Mi chiamo Elisa e vengo da Palermo, Sicilia, 654858 abitanti. Frequento il Liceo Classico in una scuola piuttosto grande, affollata, piena di gente.
L’anno scorso ho deciso di mettermi alla prova e di dare vita al mio desiderio di conoscere nuove culture; perciò, mi sono iscritta al bando del concorso AFS Intercultura e da lì è cominciata una grande avventura. Dopo un anno di fascicoli, attesa e tante speranze, alla fine la mia voglia di avventura mi ha portata a Kesselt, in Belgio, 3620 abitanti.
Qui è tutto completamente diverso dalla mia “vita italiana”: sono passata da una grande città, caotica e confusionaria, ad un piccolo villaggio composto da sole abitazioni, nessun tipo di negozio: solo case, mucche e grandi distese di verde. Dal Liceo Classico sono passata praticamente ad una sottospecie di “Linguistico”, dato che adesso mi ritrovo a studiare ben cinque lingue: olandese, francese, inglese, spagnolo e latino! La scuola, inoltre, è anch’essa completamente differente: sono diversi gli orari, il sistema scolastico, le regole e le strutture, che qui sono molto più tecnologiche... Tuttavia, la mia scuola, a differenza della “norma” in Belgio, non è particolarmente grande, ma questo permette che si crei una maggior intimità tra gli studenti e persino coi professori. 
E a questo punto non posso fare a meno di precisare quanto tutti quei luoghi comuni sui nordeuropei siano privi di basi: si tende sempre a pensare che siano “freddi”, timidi, riservati, ma personalmente tutte le persone che quest’esperienza mi ha fatto incontrare si sono rivelate estremamente amichevoli, aperte e soprattutto disponibili. A scuola i miei compagni cercano sempre di aiutarmi: mi aiutano a non perdermi, mi traducono quello che l’insegnante dice e se ho bisogno di qualche aiuto in una materia, sono sempre pronti ad offrirsi.
Sono davvero felice e soddisfatta dell’opportunità che mi è stata data: sto imparando, ogni giorno di più, a relazionarmi con una cultura diversa dalla mia; guardo le abitudini, i piccoli gesti, ascolto i modi di dire, cerco di imparare quanto più possibile da tutto quello che mi capita.
Sono certa che quest’anno sarà fondamentale per me non solo per tutte le cose che scoprirò e di cui mi arricchirò all’estero, ma soprattutto perché nello stesso tempo acquisirò una maggiore consapevolezza della mia identità italiana. Quando tornerò in patria, infatti, non avrò soltanto le mani e gli occhi pieni delle immagini e dei numerosi ricordi del mio nuovo, meraviglioso Paese ospitante, ma anche il cuore e la mente ricchi di un affetto verso quella terra, che mi ha visto crescere e che ho “lasciato” per 10 mesi.
E infondo credo sia proprio in quel momento che davvero potrò dire di essere “cittadina del mondo”, quando mi sentirò pienamente parte non di una, ma di ben due culture: diverse, ma entrambe estremamente speciali ed importanti per me. 



Ok, questo è l'articolo che ho scritto un mesetto fa per AFS Intercultura e ho aspettato un po' prima di pubblicarlo, perché aspettavo che spuntasse prima sul sito ufficiale di AFS Italia.. ma forse non lo caricheranno quest'anno, quindi, nell'attesa e nel dubbio, ho deciso di pubblicarlo anche sul mio piccolo, tenero blog! :)
Spero che vi sia piaciuto, fatemelo sapere nei commenti!
Un bacio e a presto :)

Nostalgia, nostalgia.. canaglia!

Eccomi qui, a quasi un mese e mezzo di distanza (45 giorni se vogliamo essere precisi :P) dalla mia partenza! So che non aggiorno molto spesso in questo periodo, ma vorrei che capiste che, essendo immersa in tutto e per tutto in quest'esperienza (ed essendo alquanto impegnata con la scuola, aggiungerei) non mi viene sempre facile entrare nel blog.. Comunque proprio oggi ho pensato ad alcune cose carine da fare per questo spazio virtuale e presto vi comunicherò le mie idee (geniali :P) ahah
Comunque.. vi starete sicuramente chiedendo come va.. beh, va. Non bene, non male.. Diciamo che sono a giornate: certe volte sono molto, molto felice di tutto ciò che mi circonda e certe volte un po' meno. Così anche per la lingua: il fiammingo, diceva Tommaso (exchange student in Belgio 2012-2013) è una brutta bestia e aveva proprio ragione! La prima volta che lo senti sembra... non lo so... una sottospecie di sputo! E tutte le parole sembrano uguali, non riesci a distinguere niente.. Yasmine (exchange student in Turchia 2012-2013) dice che quando sentiva parlare gli altri le sembrava sempre che dicessero "blablablablablablabla *il suo nome* e blablablabla" ahaha ed è proprio così! Certo, alcune volte riesco a percepire qualche parola, addirittura alcune volte capisco e formulo anche delle frasi (stupidissime, banalissime frasi), ma non posso certo dire di capire.. non bene almeno. Ma dicono che sono sulla strada giusta, quindi aspetto e spero (e prego tanto! ahahha)
Vorrei studiare meglio la lingua, leggere il libro (in fiammingo) che ho iniziato (sì, è un libro per bambini) ma non ho mai il tempo: tra skype, compiti (soprattutto compiti) e impegni vari finisce sempre che questi restano solo progetti... così come tante altre cose e mi sto scervellando per trovare una soluzione a questo problema.
Intanto il tempo passa e a me sembra di essere qua da una vita! Non mi sembra proprio di essere partita solo un mese e mezzo fa, ma... che so... tre mesi fa! E anche se per la maggior parte mi trovo bene e non ho grandi problemi, mi manca tremendamente tutto di casa mia.. Credo che col post precedente si sia un po' notato questo, ma in questo momento sento veramente la mancanza della mia "vita italiana".. Una volta l'unica cosa che volevo era andarmene via, partire, ricominciare da zero e dimenticare una volta e per sempre l'Italia, ma adesso non posso negare che mi manca tutto: dal cibo alla mamma rompi palle che grida quotidianamente. Mi manca sentire la vita fuori dalla finestra (qui sento solo mucche e vedo distese di verde... Ok, bellissimo, ma sono cresciuta con altre cose). Mi manca la mia stanza, i miei vestiti; mi manca persino la scuola italiana! E ovviamente mi manca parlare l'italiano... capire tutto quello che una persona mi dice, non dover pensare prima di aprire la bocca.. Mi manca un po' tutto ed è questo quello che mi preoccupa: sono passati solo 45 giorni... come sarò alla fine di questo percorso? Che persona sarò diventata? Riuscirò ad andare fino in fondo? In questo momento non so rispondermi, ma sono (come sempre) positiva..
Infondo ce l'hanno fatta tutti: perché io non dovrei? Però, tra le tante cose ho anche paura di non godermi abbastanza quest'esperienza per colpa di tutta questa nostalgia.. Ok, ho il countdown nel telefono per i giorni che mancano al mio rientro in Italia: l'ho impostato il primo o il secondo giorno che sono arrivata e in un certo senso potrei dire che è confortante alle volte vedere che mancano solo 279 giorni.. Non sembrano tantissimi e lasciatemi illudere di ciò. So che questo non è esattamente l'atteggiamento "modello", ma permettetemelo: è ancora presto per sentirmi pienamente parte di questo mondo e sono in una fase di stallo. Ho messo la mia vita in standby e un'altra si sta scongelando: so che devo aspettare. 
Chissà se anche altri, exchange come me, si sentono o si sono sentiti in questo modo... Se sì, fatemelo sapere, scrivetemi un commento, perché potrebbe essermi molto utile! :)
Io, adesso, dovrei continuare a studiare e fare anche altre 28432747328 cose... quindi, ci si sente presto: un bacio e tot de volgende keer! <3

"Parlaci di alcuni dolci tipici dell'Italia"

E così improvvisamente ti ritrovi a parlare di cassate, cannoli, babà, cannelloni, torte savoia, pasticciotti, genovesi, dolci dei morti, biscotti di mandorle... E le parole non bastano, devi mostrare di cosa parli, devi togliere ogni curiosità e tu piano piano cominci ad appassionarti, non la smetti di pensare a cosa da aggiungere, da precisare, perché è qualcosa che ti tocca in prima persona.
Il discorso si allarga: parliamo dei dialetti italiani. Quanti sono? Sono davvero così diversi? Entriamo nel vivo della discussione, parliamo di qualcosa che caratterizza e che costituisce in maniera concreta la cultura italiana. E sentendo tutte quelle cadenze, ti viene da ridere, perché ti ricorda quanto è bella, meravigliosa, la varietà di cui gode l'Italia. Una sola nazione, unita, ma non sempre in modo convinto. Ma quanto è bello pensare di non essere tutti uguali, di avere così tante tradizioni, di avere la possibilità di arricchirci quotidianamente, perfino senza accorgersene.. E invece c'è chi, folle, crede l'Italia non sia una, ma non posso che disapprovare: l'Italia è UNA, perché, per quanto diversi tra noi, non si può concretamente pensarla divisa, disfatta, incompleta.
E una volta che sei dentro come fai a uscire da una discussione del genere? Cominci semplicemente a mostrare tutti i luoghi più belli, tutti i posti che conosci, dove hai vissuto... Riscopri improvvisamente Palermo, città che avevi fortemente criticato per gli ovvi problemi di amministrazione, diventa d'un tratto la città più bella del mondo. 
Da Palermo passi a Cefalù, a Sciacca, ad Agrigento, a CALTABELLOTTA, a Taormina, a Siracusa... E arrivi a parlare del teatro, degli spettacoli che hai fatto, di quanto sei orgogliosa di tutto: della tua nazione, delle tue passioni e di ciò che ti ha permesso di diventare la persona che sei, ciò che ti ha splasmato e che hai vissuto per 16 anni e mezzo.
Diciamo sempre che l'Italia è un Paese di merda, che fa tutto schifo: la politica, la mentalità, ecc... E invece non ci accorgiamo quasi mai di vivere più bello del mondo. Un posto che tutti gli altri Paesi invidiano e, invece, noi vogliamo solo scappare... 
E' vero, io sono la prima che ha "abbandonato la nave", ma infondo penso che se non avessi scelto di fare questo tipo di esperienza, di allontanarmi così tanto dalla mia casa e da tutto ciò che consideravo quasi scontato, forse non sarei mai riuscita ad apprezzare l'Italia così come sto facendo ora.
Ed è per questo che lo voglio dire: mi sento italiana!
E non voglio che si associ nessuno stupido pregiudizio o stereotipo a questa parola: niente "mafia", niente "pane, pizza, pasta" o "buongiorno principessa!"... solo ITALIANA.
Semplicemente, complessivamente e fortemente ITALIANA!


P.s.
Avevo scritto questo post inizialmente su Facebook, ma poi ho deciso di riportarlo anche qui, perché stranamente mi piace molto quello che ho scritto e che sono arrivata a formulare.. Spero che possa piacere anche a voi, un bacio a tutti e mi raccomando: viva l'Italia!

lunedì 23 settembre 2013

UN MESE IN BELGIO!

Ebbene sì, sono già passati 30 giorni da quando ho lasciato l'Italia! Sembra ieri, se ci penso... Non mi sembra proprio che un mese sia già volato! Beh, ne restano altri 9 tanto.. :P 
Mmm, dunque, cosa dire di questo prime mese? Sono successe tante cose, ho conosciuto tante persone nuove, tutte molto simpatiche e divertenti, e piano piano comincio capire QUALCHE cosa di olandese.. (Ci tengo a precisare che se mi parlano non capisco assolutamente una cippa di niente, ma se leggo un testo capisco qualche cosa e tutto ciò mi fa essere molto, molto positiva e ottimista in questo momento :D) Ah, sì, tra qualche giorno poi non parlerò più Inglese, quindi spero vivamente di imparare molto più velocemente! (Già lo so che la disperazione di non capire e non farsi capire prenderà il sopravvento di qui a qualche tempo :') yeee). Stay positive, Elisa. Stay positive!
Ah, una cosa divertentissima che mi capita in questi giorni è di non capire o di non riuscire a controllare più le lingue che "parlo" (avvaliamoci di questo termine, su ahah): parlo con in inglese e mi scappano parole in olandese o addirittura frasi intere in italiano, parlo in olandese (farnetico, ecco: questo è il termine giusto) e ci immischio l'inglese, quando parlo italiano coi miei amici/genitori poi mi sento in colpa e cerco di pensare alla traduzione in olandese... è un casotto! Penso che uscirò folle un giorno di questi, ma probabilmente - anzi, sicuramente - lo sono già! :D LOL
Comunque, tornando a parlare di questi primi 30 giorni... In questo breve periodo ho annotato nel mio diario un paio di cose, impressioni generali, pensieri, cose così.. E ho pensato di condividerle con voi, così.. per farvi un po' un'idea di cosa ho visto/percepito di questo piccolo, ma adorabile Belgio fino ad ora! :))
Dunque...
  1. I Belgi bevono come spugne e l'espressione "fiumi di birra" qui assume un significato proprio e concreto. (Questa ve l'avevo già preannunciata nel post precedente, però :P ahah)
  2. I Belgi vivono di patate.
  3. I Belgi sono persone dolcissime e sempre pronte ad aiutarti, non importa se ti conoscono solo da 1 h o meno.
  4. I Belgi odiano la macchina. Dirgli di affrontare un viaggio superiore a 60 min equivale a uccidergli il gatto.
  5. I Belgi hanno sempre caldo. Non importa quanto fuori la temperatura sia fredda, loro si vestiranno sempre con pantaloncini e camicetta e continueranno a ripeterti: "Oh, ma ci sono temperature peggiori! Non puoi sentire freddo adesso!"
  6. Le ragazze belghe amano apparire belle. In particolare, non escono mai senza trucco (ci sono le eccezioni, ma sono rare) e il loro store preferito è Zara, senza dubbio.
  7. I Belgi sono orgogliosi di aver inventato le patatine fritte (sì, sono loro anche se si chiamano 'french fries') come noi italiani lo siamo della pizza.
  8. I Belgi (fiamminghi nello specifico) sono consapevoli che l'olandese è una lingua eccezionalmente brutta.
  9. I Belgi amano divertirsi, in qualsiasi modo, ora e circostanza.
  10. Quando vanno in vacanza, raramente i Belgi prendono l'aereo. (Nella mia famiglia, per esempio, solo mia sorella Freija l'ha preso...quattro volte in tutto!). Loro, infatti, considerato che sono Europa Centrale, preferiscono spostarsi in macchina (ma attenzione al punto 4!) o col treno.

Soooooo... this is my Belgian list right now! :)
Sono solo 10 punti, ma penso che per soli 30 giorni vadano bene ;)
Adesso sinceramente è tardino, dovrei andare a dormire, ma ho ancora taaaante cose da dire sul Belgio; tuttavia, forse è meglio risparmiarle per il prossimo aggiornamento... :P
Un bacio a tutti e DOOOOOEI!!! <3 ahahhah

martedì 17 settembre 2013

YOU HAVE TO SURVIVE!

Salve a tutti bella gente (o dovrei dire: "Hoi") !
Sono appena tornata dai due intensissimi giorni del SURVIVAL! Cos'è il Survival? Beh, avete presente Indiana Johns? Beh, qualcosa del genere.
Tutte le classi del 5 anno (non più di 50 ragazzi alla fin fine) si sono armati di super zaini da campeggio, scarpe comode e tanta voglia di fare (o forse è stato solo un modo alternativo per evitare di andare a scuola Lunedì e Martedì? ahah). Un pullman ci ha portato in un posto a 40 minuti dalla nostra scuola (HHC Lanaken) e lì ci siamo divisi per gruppi, in base ai nostri corsi. Io, se ve lo state chiedendo, ero nel gruppo di Moderne Talen :)
Una volta divisi, abbiamo fatto dei piccoli giochi per socializzare (come se non ci fossimo mai visti comunque, eh xD) e dopo qualche minuto... ci hanno tolto cellulari e orologi. Li avremmo rivisti solamente a fine giornata... E così carichi come muli ci siamo avventurati nel bosco immenso della città X, ahah.
Sotto la pioggia, al freddo e al gelo, con zaini più grandi di noi, abbiamo percorso ben 25 km al giorno. E come se questo non bastasse, strada facendo, abbiamo fatto anche dei piccoli 'test di sopravvivenza', tipo attraversare un lago solo con due corde o sollevarci tutti insieme uno per volta e far passare la persona presa in quel momento attraverso un quadrato, senza toccare le corde che lo formavano. Poi dovevamo pure cucinare da noi e non vi dico i "piatti" che sono venuti fuori... Il primo giorno io da brava italiana quale sono, ho provato a fare gli spaghetti, ma... non c'era nessuna speranza per le condizioni in cui dovevamo cucinare! Ahah Anzi sono venuti mangiabili.. La zuppa di oggi era tutto pepe ahahahah
Comunque, a parte la fatica e la disperazione per il freddo (vorrei dire: non ero solo IO, siciliana, a dire che si gelava!) sono stati dei giorni piacevoli. Inizialmente mi ha dato ai nervi non sapere l'orario e non poter comunicare, ma dopo tutto penso che se avessi avuto il telefono non mi sarei veramente goduta l' "avventura", quindi sono contenta dopo tutto.
In particolare, vorrei dire che dopo aver passato due interi giorni immersa nella natura, tornare a camminare in una cittadina fa decisamente impressione! E parlo di cittadina, piccola, con pochi negozi, casette basse e architetture non troppo complesse... non una metropoli o cose così. Vi giuro: mi ha fatto un'impressione atroce. Mi sono sentita catapultata in un mondo che improvvisamente non capivo più! Un po' come "Breaking Amish", l'avete presente? Mi sembra assurdo pensare di aver provato una cosa del genere, dopo solo due giorni di assenza dalla "realtà" e intanto è andata proprio così... che cose strane!
Ora sono a casa, la mia dolce casetta al confine estremo con i Paesi Bassi e circondata da mucche, che cerco di riprendere qualche energia e aspetto con impazienza la cena, ahah.
N.B.
Ho paura di ingrassare, perciò mi sono iscritta in palestra. E' una palestra/fitness a Maastricht ed è una SUPER FIGATA ASSURDA! C'è di tutto, è grandissima... Penso che ci passerò le giornate ahahah <3 Soprattutto perché, considerato il freddo che c'è (nonostante sia solo Settembre), devo ASSOLUTAMENTE usufruire della SAUNA <3 ahahah Ho capito che posso sopravvivere solo in questo modo :') ahhaha
Ok, fanciulli, ora devo proprio andare! Devo farmi doccia, shampoo, sistemare lo zaino immenso, preparare quello per domani, andare a mangiare e fare una dolcissima chiamata su skype super internazionale con i miei migliori amici sperduti per il mondo e possibilmente senza superare le 10.30 di sera! Ce la farò? SPERIAMO!
Nel frattempo, ci sentiamo al prossimo aggiornamento!
DOEEEIIIIIIIII <3 <3



Un'italiana ai fornelli, ovviamente!




La classe di LINGUE MODERNE :)

domenica 1 settembre 2013

Prime Impressioni

Sono seriamente convinta che AFS abbia i super poteri o qualcosa del genere: quando mi avevano comunicato il mio futuro Paese ospitante, non ne ero rimasta eccessivamente entusiasta. Sì, ok: era una delle mie scelte, ma non certo la prima, quindi ero contenta, ma non troppo. Adesso, invece, mi verrebbe da esultare: so che non sembra affatto, ma il Belgio è il posto più figo del mondo!! Ci si diverte un sacco! Sono qui da appena 10 giorni e già ho partecipato a quattro feste, ho fatto un sacco di uscite, incontrato un sacco di gente simpatica e divertente... 



Che poi è proprio questo il bello del Belgio: le persone. Loro, sì, che sanno come godersi la vita! Sono davvero molto, molto spiritosi ed amichevoli, un po' brilli qualche volta, ma non è un grande problema!
Sì, perché qui dire "usciamo" equivale a "andiamo a bere qualcosa (non solo qualcosa!)". L'altro giorno io e mia sorella Ilka avevamo una festa ad Hasselt e il pomeriggio della festa con mia madre ospitante abbiamo comprato casse e casse di roba da bere PRIMA della festa! Abbiamo invitato qualche amica e ci siamo scolate allegramente una bottiglia di liquore e una di spumante! (A mia difesa dico che mi sono trattenuta il più possibile :D) E non credete che ad Hasselt si siano trattenute... Tremendi questi Belgi, tremendi! ahahah
Un'altra cosa stupefacente è che qui tutti (e quando dico tutti intendo proprio TUTTI) ascoltano buona musica! Non ho ancora sentito una brutta canzone o una compilation di merda. E i dj... i dj, signori! Che cosa sono i dj belgi?! Nono, non si possono descrivere, basta! :P
Ah, e il cibo qui è buono buono: io cerco veramente di limitarmi, perché non voglio tornare rotolando (soprattutto perché QUALCUNO mi minaccia di tentata vendetta -___-") perciò ho deciso di non sbafare (ci riuscirò?). Inoltre, voglio iscrivermi in palestra o a nuoto e cercherò di andare in bici il più possibile (anche se certe volte qui c'è un freddo del caspian e non capisco come faccia la gente a uscire tranquillamente a maniche corte....ooook!). Ancora non ho preso nessun raffreddore o febbre, ma secondo me è solo questione di tempo... (Io COMUNQUE faccio sempre corna!!!).
Domani avrò il primo giorno di scuola, sono abbastanza nervosa, perché non capisco quasi una cippa di olandese e oltre a ciò devo studiare Modern Tales (tedesco, inglese, francese, spagnolo...) e Latijn (metodo natura!): sopravviverò? Chissà!!! Con me a scuola c'è un altro italiano di AFS, Daniel, e sarà pure lui in quinta con me. Speriamo di farcela, sono terrorizzata!
Sabato, invece, avrò il mio primissimo festival <3 E che festival! Ci saranno un sacco di artisti e una folla abnorme, è abbastanza famoso come festival! Si terrà ad Anversa e ci andrò con le mie sorelle e mio fratello a quanto ho capito :)
Ah, la famiglia è dolcissima e mi fa fare un sacco di cose, si preoccupa sempre per come sto e mi lascia molto libera: che meraviglia!
Amo il Belgio <3 ahah Sinceramente non me ne andrei mai da qui!
Ok, forse sono un po' troppo entusiasta questa sera... mi sa che è meglio se chiudo ahah
Un bacione e al prossimo aggiornamento!! ;)

venerdì 30 agosto 2013

UNA SETTIMANA IN BELGIO !

Hallo!
First of all: mi dispiace aggiornare solamente ora, ma come potete immaginare non ho avuto molto tempo libero e l'unica volta che potevo aggiornare, ho avuto problemi con l'account. Terrible! ahah Ma oggi è una giornata tranquilla, non ho impegni particolari, perciò posso dedicarmi un po' a questo caro blog :P ahah
Ho veramente tante cose da raccontare! Innanzi tutto oggi è una settimana esatta che sono in Belgio e sinceramente mi sento benissimo: mi piace davvero tanto vivere qui, ma i primi giorni non sono stati esattamente tutti 'rosa e fiori', quindi, forse è meglio che vi racconti con calma cosa è successo...
Il 22 mattina avevo la convocazione di AFS all'Aula Magna della Sapienza di Roma: insieme al Belgio quel giorno ci sarebbero stati i ragazzi in partenza per l'Ungheria, l'Austria, la Russia, l'Hounduras, la Repubblica Domenicana, la Bosnia, l'Olanda, la Repubblica Ceca, la Lettonia, il Canada e il secondo gruppo per gli Stati Uniti! Eravamo DAVVERO tantissimi, circa 250 ragazzi! Se considerate poi che ognuno è venuto accompagnato dalla propria famiglia e armato di valigioni che sembravano quasi scoppiare, potete farvi un'idea della confusione che c'era! La cerimonia sarebbe iniziata alle 10.30 e prima si sarebbe controllato il peso di ciascuna valigia, per evitare qualsiasi tipo di intoppo il giorno dopo all'aeroporto. Ognuno di noi aveva un cartellino con su scritto: nome, destinazione, i numeri di emergenza e il numero di volo con l'orario. Io sarei partita con la Brussel Airlains alle 10.25 da Fiumicino. Inoltre, ciascun cartellino aveva un bollino con un colore specifico, perché saremmo partiti a gruppi; io ero "gruppo giallo" e sarei andata in aeroporto insieme ai ragazzi per la Russia e la Repubblica Domenicana! 


Questa è la foto della cerimonia. Io ero seduta in una delle ultime file, quindi evito tranquillamente di farvi capire dove fossi esattamente! ahahah Devo dire, comunque, che me l'aspettavo un attimino meglio questa cerimonia: si è rivelata piuttosto noiosetta, tanto che diversi di noi si sono addormentati e il livello d'attenzione non era poi così alto...almeno dove ero io!
Dopo la cerimonia, che è durata un paio d'ore, abbiamo salutato i nostri genitori: i miei piangevano peggio di una fontana, ma io mi sentivo abbastanza tranquilla, perciò non mi sono commossa... Cioè, più che altro credo che la tranquillità fosse dovuta al fatto che forse l'ho realizzato DOPO che di lì a qualche ora sarei partita. Viva l'incoscienza, yee! Quindi, sono salita sull'autobus senza particolari drammi, serena e piuttosto spensierata.
Ci hanno portato in un albergo fuori città veramente grazioso: era abbastanza grande e c'era persino la piscina!!! (No, nessuno si è potuto fare il bagno -_-"). Abbiamo passato il pomeriggio divisi per colore e gruppi e dopo l'ennesimo discorso del Presidente di Intercultura (ah, non ho seguito nemmeno questo: che ragazza diligente che sono! ^___^) ci hanno lasciati liberi più o meno verso le 22.30. La mia sveglia era prevista alle 5.30, ma come potete immaginare non ho dormito granché, forse qualche ora giusto per non essere completamente rincoglionita la mattina dopo. 
Ho passato la notte con alcune tra le persone a me più care: averli tutti insieme a Roma, con me, è stata una vera fortuna, ma ammetto anche che si è rivelata un'arma a doppio taglio: a meno di quattro ore dalla mia sveglia ho finalmente realizzato che sarei partita, che avrei lasciato l'Italia e che quelle mani che stavo stringendo, gli amici che stavo abbracciando, sarebbero improvvisamente andati chilometri e chilometri lontano da me. Realizzarlo così, da un momento all'altro, è stato terribile: era come sentirsi l'acqua alla gola. Pensavo: "O mio Dio, ma come ha fatto il tempo a volare così velocemente? Avevo un'estate... un'estate... tre mesi... dove sono finiti!? Perché non c'è più tempo?!". Avrei voluto fermare il tempo, solo per una notte, renderla infinita e dimenticare di dover aprire gli occhi, indossare la famosa maglietta gialla stile onions e prendere quel fottutissimo aereo. Mi sono svegliata alle 5.10 e da lì in poi non ho più smesso di piangere.
E' stata un'esperienza terribile: più piangevo e più avevo voglia di piangere... non riuscivo più a smettere! Ogni cosa mi metteva una tristezza abnorme, ma cercavo di pensare positivo, cercavo di farmi forza... ma poi ecco di nuovo la tristezza, la malinconia... E come se non bastasse all'aeroporto ho perso un oggetto a cui tenevo tantissimo. Me ne sono accorta ai controlli per entrare nell'aerea partenze, quindi, non avevo nemmeno la possibilità di tornare indietro e controllare qualche posto... Così: caput, perso per sempre. Barbara, una ragazza che partiva con me per il Belgio Fiammingo, era dietro di me quando me ne sono accorta... mi ha vista letteralmente morire. Se già piangevo prima, figuratevi come stavo DOPO aver scoperto questa cosa! E lo so che sembro esagerata, ma vi descrivo i miei sentimenti così come erano, senza aggiungere o togliere niente. Mi sentivo completamente spaesata, distrutta... a sole due ore dall'inizio dell'avventura!!! "Se già iniziamo così..."



 Italiani un po' confusi ahah

Il mio chapter in Belgio. Hier staat  ZUL!

Ma ho preso l'aereo, nonostante continuassi a piangere, e sono arrivata a Brussel, ho passato i miei quattro giorni di campo a La Foresta (senza smettere di piangere,eh! :'D) e il 27 sono arrivata nella famiglia più dolce del Belgio :)) Adesso che sono con loro sto bene: sono adorabili e viviamo in un posto incantevole. Con le mie sorelle poi mi diverto tantissimo e tutti si preoccupano per me, che dolci! Inoltre, mi sento più o meno regolarmente con i miei amici, di cui la maggior parte è all'estero come me, e sono davvero molto, molto contenta che per il momento tutto fila liscio :)




Lunedì inizio la scuola: per fare latino e accontentare la mia scuola italiana dovrò anche studiare Modern Tales (inglese, francese, spagnolo, tedesco) che, a parte l'inglese, non ho mai studiato!! Ce la farò? Staremo a vedere... Intanto credo che per oggi sia tutto, vi ho raccontato un bel po' di cose, il resto lo riservo al prossimo aggiornamento!
Un bacione a  presto,
Elisa!

venerdì 9 agosto 2013

Less than 20 days

Esattamente: meno di 20 giorni e tutto quello che ho costantemente progettato, sognato, nell'ultimo anno, negli ultimi 12 mesi, diventerà reale. Tra 13 giorni prenderò un aereo e quest'aereo mi condurrà via, lontano, verso un'altra vita: una vita in Belgio. Una vita da exchange student.
Penso che questa cosa, quest'esperienza, mi resterà per sempre dentro, come un tatuaggio: indelebile. Non si ci può certo dimenticare tanto facilmente di esperienze così grandi e coraggiose e sono fiera di me, sono estremamente fiera di me, per aver deciso di affrontare tutto questo, per aver avuto lo spirito di provarci, fino all'ultimo.
Non importa se sarà difficoltoso e faticoso, difficile e stressante: so già che quest'anno di scambio, che sta per avviarsi, mi offrirà infinite possibilità e io voglio coglierle, una per una. 
Negli ultimi giorni ho spesso avuto dei 'piccoli' attacchi di panico: ci sono stati momenti in cui non riuscivo a pensare nulla di positivo riguardo quest'esperienza e piangevo, piangevo, piangevo.. finché non mi sentivo così disperata da evitare di pensare a tutta la faccenda. Ho spesso ripensato in questi giorni alla mia scelta di partire; mi sono più volte pentita di aver scelto un programma così lungo e impegnativo. Sarei voluta tornare indietro nel tempo e rifare tutto, scegliere un soggiorno meno lungo, magari da qualche altra parte, magari restare a casa, non fare nulla... Sono brutti questi attacchi di panico, ma la verità è che sono inevitabili.
"Elisa, ma ci hai ripensato..?": no. Non potrei mai rinunciare. Sarebbe un atto così stupido e infantile che mi vergognerei di me stessa per il resto della mia esistenza, mi sentirei ridicola e codarda e sinceramente non credo sia la cosa giusta da fare. Il panico è normale, sarebbe strano non provare nulla, neanche un minimo di paura. Mi sento umana.
Il problema principale, comunque, come mi ha fatto notare Monica, è che mi sono legata troppo a una persona e adesso lasciarla andare, lasciarmi andare, fa più male di quanto dovrebbe. Beh, non nego che ha ragione: avrei potuto evitare tutto questo, è vero, ma in cuor mio sento che è stato giusto agire così come ho fatto e francamente non voglio nessun tipo di rimpianto. 
Sono sempre stata a favore delle emozioni, quelle forti, che ti tengono sveglio la notte, che non ti fanno dormire, che ti fanno battere il cuore così forte che ti senti quasi svenire: AFS mi ha dato l'opportunità di riempire la mia giornata di emozioni. Non solo grazie a questo viaggio, che certamente mi offrirà innumerevoli spunti e occasioni per sentirmi viva, ma anche perché mi ha permesso di incontrare delle persone straordinarie, una nello specifico, se proprio devo dirla tutta. (In ogni caso non voglio parlare in maniera specifica e dettagliata di quest'argomento, preferisco semplicemente accennarlo, perché, anche se scrivo su questo blog e condivido buona parte della mia vita su Facebook ecc, ci tengo comunque a mantenere una certa privacy. Chi non vuole d'altro? E' così triste mostrare tutto ai quattro venti, quindi non odiatemi, se passerò avanti e mi concentrerò su altre cose nel corso di questo post.)
La valigia è quasi pronta: mamma ha voluto che la preparassi con qualche giorno di anticipo, considerato che adesso passeremo qualche giorno in campagna, a Caltabellotta (no comment, please: sapere di sprecare in un luogo così isolato i miei ultimi giorni d'Italia mi fa arrabbiare tremendamente). Come previsto selezionare i vari capi e diversi oggetti da portare in Belgio è stato piuttosto complicato, soprattutto per una questione di peso... Io in genere entro in panico per fare la valigia per una semplice settimana, figuriamoci per un anno! Ma per fortuna non è stato così tragico come immaginavo; anzi, nonostante la valigia sembri scoppiare, mi avanzano ancora 4 bei chiletti! Spero di lasciare almeno 500 grammi o addirittura 1 chilo libero per evitare problemi o questioni varie... Speriamo vada tutto bene. 
Devo dire comunque che tutto mi sembra così vicino e imminente: mi sento abbastanza sotto pressione, ma cerco di non preoccuparmi più del dovuto. D'altronde come dice Alfonso (exchange student in USA 2012-13, EF, e simpatico conoscente <3): "non sto andando in guerra" (anche se sono certa che dentro di me si verificherà una vera e propria rivoluzione, ma questo è un'aspetto che, come ho detto prima, al momento preferisco evitare).
Quindi, stay positive e let's countdown. 
Spero di aggiornare un'altra volta prima della grande partenza: vedremo!
Per adesso posso solo ringraziarvi di aver letto questo post e mandarvi un grande, grandissimo, abbraccio!
Con affetto,
Elisa