martedì 4 febbraio 2014

Elisa in transferta? ;)


Ebbene sì, leggete bene: BUDAPEST!
Vado a trovare due dei miei migliori amici, Mario e Matteo, che sono in Ungheria sempre con AFS! Ancora non posso credere che AFS mi abbia dato il 'via libera' per poter andare, ma sono davvero al settimo cielo! Partirò tra un mese, durante le vacanze di Carnevale e... non vedo l'ora di riabbracciarli! :')
TROPPO FELICE!

domenica 2 febbraio 2014

Mi dichiaro "nomade"

Si prova una strana sensazione quando si parte. Sentire i piedi che quasi si sollevano dal terreno, camminare veloci, sospinti da quella brezza frizzante di avventura che ci inebria e ci avvolge... c'è qualcosa di magico nel prendere le proprie cose e riempire una valigia, uno spazio relativamente piccolo che viene riempito da una vita relativamente grande. Cosa portiamo con noi quando dobbiamo affrontare un viaggio? Tutto quello che logicamente ci serve, ovviamente: i vestiti, la crema per il corpo, non dimenticate lo spazzolino, eh! Ma quello che davvero impacchettiamo, incellofaniamo e chiudiamo con una cerniera è la nostra voglia di esplorare, di divorare il mondo.
Gli occhi e la mente non bastano per contenerla e, infatti, la maggior parte di noi sente il bisogno sfrenato di catturare i momenti più significativi della propria esperienza: con le foto, scrivendo, magari registrando un video... Pensiamo ai viaggi che facciamo come ad un avvenimento speciale che si è verificato in quel determinato anno/mese/settimana e chiamiamo quel tempo con il nome della nostra destinazione. Non pensiamo a quello che è successo nel mentre durante la nostra momentanea assenza, ma ricordiamo solo quell'attimo.
Molti potrebbero anche chiamarla "vacanza", ma io sto parlando di partenze in generale, da quelle fatte per lavoro a quelle ovviamente per piacere, e almeno per quanto riguarda il primo caso non credo sia il termine più appropriato da utilizzare. Anche se lasciatemi dire che avere la possibilità di viaggiare, svolgendo il proprio lavoro, è una delle fortune che mi auguro di avere. Sarà che personalmente mi diverte prendere spesso il treno o l'aereo, anche per periodi di tempo abbastanza lunghi: certe volte, sì, ci si annoia, ma trovo molto, molto più noioso stare a letto o sul divano a grattarsi la pancia o incollati ad una scrivania. 
E stando qui, vivendo tra le mucche e le distese verdi, circondata solo ed esclusivamente dalla natura ed eccezionalmente da qualche (rara) casetta di campagna, ho capito una cosa: ci sono alcuni di noi che, ovunque li mettiate, sentiranno sempre il bisogno di allontanarsi. Non perché non riescano ad essere "felici" in un determinato luogo, ma perché è il loro spirito a sentirne il bisogno, a sentire come necessità quella di prendere e andare, non importa dove, ma andare...
Sono partita un anno della mia vita perché Palermo in un certo senso mi stava stretta, vivere una vita "normale" (perdonatemi il termine) mi sembrava limitativo e ho voluto cambiare tutto: sono diventata un'exchange student ed eccomi qui, in Belgio, un anno e mezzo dopo aver preso questa grande decisione. Vivo lontana da quella che è "casa mia" da circa 5 mesi e, superato lo choc iniziale, ammetto di averci preso proprio gusto.
Quest'esperienza non è esattamente come la immaginavo, non è né peggiore né migliore rispetto le mie fantasie, ma riconosco certamente una cosa: all'inizio credevo che, se fossi partita con AFS, per il mio periodo all'estero nella mia mente sarebbe esistito solo il mio Paese ospitante, ma fermarsi in un posto e rimanerci bloccare la propria mente e il proprio spirito lì è... un'idea che mi sta davvero stretta, almeno per ora. 
Ho una lista piuttosto lunga di posti da visitare, in cui vorrei andare "almeno una volta nella vita" e in alcuni di questi per più di una semplice "vacanza". Una "wish list", chiamiamola così, ma altro non è che la somma dei miei sogni.
In ogni caso ho deciso di dichiararmi nomade, perché non sento di avere una casa precisa. Certo, a Palermo c'è la mia casetta, così dolce, accogliente, con tutte le mie cose, con la mia mamma e il mio papà e le voci caotiche della città che attraversano i muri e i vetri; così come a Kesselt, c'è una grande dimora che è diventata praticamente la cosa più familiare per me qui in Belgio. Ma oggettivamente la mia dimora è il mondo, nella sua totale vastezza ed immensità io non mi sento per nulla spaesata, anzi... più si allarga l'orizzonte, più mi sento viva e libera. 
Ho 17 anni e per fortuna anche tanta, tanta voglia di vivere: non esistono limiti intorno a me, li abbatterò tutti, perché non c'è niente di meglio di sentirsi liberi e leggeri e prendere la propria vita e trasformarla in quello che abbiamo sempre sognato di essere! Difficile spesso, ma fidatevi se vi dico che è sempre meglio provare a fare l'impossibile, piuttosto che rinunciarvi per puro principio.
E dopo questo soliloquio molto riflessivo (forse un po' troppo :P) vi saluto e vi mando un grosso bacio van Vlaanderen <3

Tot zienssss

martedì 14 gennaio 2014

Lettera alla mia mamma

"Lo vuoi sapere cosa sto pensando in questo momento? Non stavo facendo niente di ché, rivedevo certe foto, vecchie foto del 2011, fatte nel salone di casa e sono arrivata a pensare che questa è la cosa più bella che vi resterà di me. Fammi spiegare... Più in là, quando andrò a vivere per i fatti miei, o anche adesso che non sono presente fisicamente, tu e papà siete padroni di un patrimonio prezioso e profondo per la nostra famiglia: è la cosa più bella che vi resterà di me.
Io in quella casa ci ho vissuto, ci sono ricordi ovunque e, tra gioie e dolori, quelle quattro mura hanno visto il lento scorrere della mia esistenza per questi primi sedici anni e mezzo di vita. Mi hanno vista gattonare, cantare davanti la TV imitando le Winx o Hannah Montana, mi hanno vista disperarmi per lo studio e hanno assistito a diversi momenti di pazzia e fragilità; quelle quattro mura hanno conosciuto i miei amici e gli amori che ho avuto. Sanno tutto di me ed è proprio per questo che posso definirle "casa mia".
La mia anima e la mia essenza sono in un certo qual modo racchiuse lì, perciò... se mai sentirai la mia mancanza o sarai giù perché non c'è più nessuno a fare rumore per casa, non devi far altro che pensare che io sono già lì: ovunque mi trovi e qualsiasi cosa accada, casa mia sarà sempre una certa rappresentazione della mia persona.
Magari non sarà stata la casa dei sogni: non è grandissima e il nostro condominio merita certamente un premio nobel per le rotture di scatole, ma tutto questo è relativamente importante: è casa nostra ed è il fulcro dei nostri ricordi.
Io so bene che vorresti non vedermi mai andare oltre quella soglia, in un certo senso è il sogno di tutte le mamme non dover mai lasciar andare via i propri figli, specie poi se quelli sono figli unici, ma se tu non mi avessi concesso di andare via, di sperimentare, di mettermi alla prova, di fare qualcosa di cui non tutti sono capaci... Probabilmente non ti avrei mai scritto questa cosa. Perciò, ti dico di essere fiduciosa per il futuro ed orgogliosa di tutto quello che hai fatto per far sì che io crescessi al meglio.
Io sono fiera della persona che sono e spero che anche tu lo sia di me.
Ti voglio bene, perché, anche se quando siamo insieme ci scanniamo per il 99% del tempo, almeno sappiamo di volerci bene, nonostante tutto (e tutto questo vale anche per papà, ovviamente)."


Un anno all'estero non ti permette soltanto di cimentarti con una nuova cultura o di apprendere una nuova lingua; un anno all'estero ti dona la consapevolezza di quali sono le cose realmente importanti per te e - soprattutto - di chi sono i tuoi affetti. Un anno all'estero ti dona tanto, ma proprio tanto, sotto ogni punto di vista.

lunedì 6 gennaio 2014

Wacht iedereen voor iets

Mi sento un po' come un naufrago in questo momento: la tempesta, una delle peggiori, una delle più dure, si è abbattuta su di me e nonostante tutto sono rimasta viva, incolume. Mi sento grata di essere 'sopravvissuta' per il semplice fatto che amo la vita e tutto ciò che ne fa parte. Non mi lascerò abbattere da niente e da nessuno.
Elisa, la 'naufraga', in questo momento, comunque, si trova su un'isola deserta, sperduta in un oceano vasto e profondo: non c'è nessuno nelle vicinanze e il territorio è interamente incolto, intoccato. E' uno di quei posti inesplorati e deserti, che nascondono mille insidie e mille sorprese, ma forse è proprio ciò che mi ci vuole... Ho bisogno di riflettere su me stessa e sulla mia vita in questo momento. Ho bisogno di prendere una boccata d'aria e pensare solamente ed esclusivamente a me. 
Spesso nel rapporto con gli altri ci dimentichiamo cosa voglia dire prendersi cura di se stessi, non dimenticarsi, scegliersi sempre e comunque: mi rendo conto che probabilmente in questi ultimi sei mesi mi sono lasciata oscurare, mi sono dedicata interamente ad una persona che, sì, ho amato con tutto il cuore, l'anima e le viscere, ma che alla fine... non mi ha lasciato niente. Anzi, mi ha tolto molto e questo lo ritengo un torto terribile; ma non è certo di questo di cui voglio parlare.
Ho scritto che "tutti aspettiamo qualcosa": ecco, io aspetto di ritrovare me stessa.
Aspetto di apprendere a piano questa lingua, così strana alle volte, eppure.. così affascinante! (Il mio stato mentale è decisamente degenerato considerato che mi ritrovo a dire che una lingua rude e gutturale come il Fiammingo sia "affascinante"..) Ma quando mi cimento con questa lingua mi sento felice: mi metto alla prova e mi sorprende vedere che alle volte mi risulta più naturale parlare in questo linguaggio, che alla fine conosco appena, piuttosto che nella mia lingua madre.
Aspetto di riabbracciare i miei amici, riprendere la vita che ho lasciato. Sono felice in Belgio, in questo momento non vorrei mai e poi mai terminare quest'esperienza, ma mi sento come se una parte del mio cuore fosse dispersa per il mondo e... è decisamente così. Un anno è davvero un lungo periodo di tempo, ma le cose buone non sono mai facili, quindi... ne varrà la pena, no?
Aspetto di maturare certe situazioni. Ringrazio ogni giorno la casualità della vita che mi porta puntualmente a sorprendermi per quanto la nostra gioia sia fatale. Nell'ultimo periodo sono stata convinta che la mia vita sarebbe finita con una persona, che dopo di lui non avrei più potuto provare nulla né tanto meno avere fiducia nel genere maschile. Gradissimo errore: non si deve mai sottovalutare la vita. Quando ci accade qualcosa di brutto, tendiamo a pensare che non ne usciremo mai, che il dolore ci opprimerà per sempre; ma soprattutto finiamo per credere che la persona che ci ha ferito e che probabilmente adesso è felice ed appagata dalla sua nuova vita, senza di noi, avrà un futuro più lieto del nostro, che noi non saremo mai così "fortunati". Beh, siamo stupidi quando pensiamo queste cose.
Se nella nostra vita c'è anche una sola persona che ci rincuora, che è costantemente pronta a darci un abbraccio e, soprattutto, A FARCI RIDERE, allora vale la pena tenere duro e lottare, contro tutti gli stronzi, gli ipocriti e i traditori. Chi ci volta le spalle ingiustamente finirà per pentirsene, prima o poi. Sono fortunata, nonostante tutto, perché sto vivendo un'esperienza unica, che forse non mi ricapiterà mai più, e dovrei essere immensamente grata solo solo per questo. E come se questo non bastasse godo anche della presenza di amici spettacolari, che, anche se lontani, mi abbracciano quotidianamente, attraverso i chilometri, la distanza e tutte le complicazioni.
E mi sento felice, nonostante tutto, perché c'è ancora qualcuno che riesce a farmi ridere, con cui riesco a condividere una parte di me stessa, che non mostro sempre a chiunque. Magari con questa persona non ci sarà ancora una grandissima intimità né tanto meno la possibilità concreta di approfondire i rapporti, ma, come ho detto, io aspetto, pazientemente, che tutto venga con i suoi tempi. Magari andrà bene o magari no: niente nasce dal nulla e la mia vita, comunque, in questo momento è qui, non altrove, perciò anche la mia mente deve restare concentrata, a prescindere da tutto: devo concludere al meglio la mia missione, l'obiettivo per cui ho tanto lottato. La pazienza è la virtù dei forti e, al contrario del mio solito, ogni tanto mi ricordo che aspettare e lasciare che le cose crescano e si sviluppino con il loro esito naturale, è una delle cose migliori e più piacevoli a cui possiamo mirare.
Ho corso troppo certe volte, volendomi sentire subito grande, volendo sfidare la mia fortuna e la vita stessa, ho messo in gioco tutto e, non dico di aver perso ogni cosa, ma certamente quando si scommette, si deve tenere anche conto di perdere.. Infondo, magari, sarà il prossimo giro ad essere più fortunato, ma noi dobbiamo imparare a giocare al meglio le nostre carte e con questo credo davvero di aver detto tutto.
Perciò, abbiate (abbiamo) fiducia nel futuro: la vita non è sempre perfetta, ma è proprio così, nella sua imperfezione, che noi ci sentiamo realmente felici. Se tutto fosse come desideriamo, se ottenessimo tutto subito e con la massima facilità, probabilmente ci stancheremmo di tutto e finiremmo per gettare via ogni cosa, disprezzandola e non cogliendone il valore.
Io ho capito che nella vita la cosa più importante che bisogna fare è non perdere mai la propria bussola, per nessun motivo o persona. La storia più bella è quella che si ha con se stessi e le persone che entrano nella nostra vita sono solo dei meravigliosi, speciali, insostituibili capitoli che ci arricchiscono profondamente; ma come potrebbero gli altri amarci, se prima di tutto non siamo noi ad amare noi stessi? A crederci belli, indistruttibili, inarrestabili, pieni di risorse?
Andate avanti, in ogni occasione.
Andate sempre, sempre avanti.

martedì 31 dicembre 2013

Fijne Nieuwe Jaar's Avond

Anche io ho deciso di buttare giù qualche riga sulla fine di questo 2013, un anno che non potrò MAI dimenticare, per una serie infinita di motivi...Il principale? Beh, è stato l'anno del mio exchange, della mia grande avventura, del cambiamento! Esattamente un anno fa quest'esperienza cominciava a prendere forma e, mese dopo mese, diventava sempre più reale, più concreta. Un sogno che si avverava. Un sogno che, dopo tante fatiche e difficoltà per raggiungerlo, mi ha permesso di scoprire un mondo completamente diverso dal mio, un mondo "ricco di opportunità" (proprio come era scritto all'uscita del mio gate all'aeroporto di Brussel , quando sono arrivata). Mi ha permesso di conoscere tante nuove persone, provenienti da ogni parte del mondo e adesso posso dire di avere amici in ogni continente! Quest'esperienza mi ha portata verso una nuova, splendida famiglia, che mi ha sempre aiutata, specie nei momenti poco facili e piacevoli di questo viaggio. 'Ho imparato' una nuova lingua, perfezionato il mio Inglese e ricominciato a studiare Spagnolo e Francese; riesco a comunicare in ben 4 lingue diverse ed oggi più che mai mi sento una 'cittadina del mondo'. Ma, più di tutto, quest'esperienza mi ha permesso di scoprire me stessa: non mi ha cambiata, assolutamente, ma ha semplicemente "grattato via quello strato che nascondeva la vera me stessa".
Il 2013 è stato l'anno in cui ho avuto finalmente una parte principale a teatro: Voce e Nora anziana in Casa di Alcesti: una soddisfazione che non potrò mai dimenticare...
Il 2013 mi ha fatto innamorare, facendomi vivere la storia d'amore più bella, quella che non avrei mai potuto nemmeno immaginare: ogni singolo attimo è stato felicità pura, è stato tutto come un film, non esagero, e, anche se adesso questa storia è finita purtroppo, farà sempre parte di me, di questo ne sono certa. Nonostante il finale, io mi ritengo comunque estremamente fortunata ad aver incontrato una persona come lui, ad essere inciampata nella sua vita ed aver condiviso insieme momenti che posso solo definire magici, perfetti. Ed è per questo che non ho nessun rimpianto né alcun risentimento al riguardo: per una volta nella mia vita mi sono sentita esattamente con la persona giusta al momento giusto ed auguro a tutti la fortuna di vivere, almeno una volta, un'emozione così.
Come se non bastasse già tutto questo sono entrate nella mia vita tante altre persone speciali ed inimitabili, che spero davvero non si allontaneranno mai da me. Ma perché dovrei allarmarmi poi? Queste sono amicizie che nemmeno la distanza ha potuto scalfire, che hanno superato pure questi ostacoli grandissimi: perché non bastano i km o il fuso per separare amici che si sentono vicini nonostante la lontananza ed aspettano il momento di riabbracciarsi e di ridere di nuovo insieme.
Il 2013, quindi, è stata la mia svolta, in tutto e per tutto. Dopo un lungo periodo di depressione, di abbattimento e di degenerazione fisica e mentale, che mi ha accompagnata per buona parte del mio 2012, finalmente, proprio quando credevo di aver perso ogni speranza, sono ritornata alla vita. E' stato tutto un crescendo. Ricordo ancora una breve conversazione tra me e Monica ad inizio Gennaio; dicevamo così:

E. :<<Il mio 2012 è stato veramente uno schifo: è iniziato alla grande e poi è si è rovinato pian piano, finito una merda... Quest'anno è iniziato così così, sembra un po' moscio...>>
M. :<<Magari l'inizio sarà moscio, ma andrà alla grande! Sarà tutto il contrario del 2012, vedrai!>>

Ed è stato veramente così. 
Non esagero se dico che è stato l'anno più speciale e meraviglioso che abbia mai vissuto fino ad ora. Un anno fa non avrei mai potuto immaginare di vivere tutto questo né di festeggiare la fine di questo 2013 a Leuven... (Un anno fa non sapevo nemmeno cosa fosse Leuven! Ahah).
Perciò, ecco il mio augurio per il nuovo anno: lasciatevi travolgere dalla vita. Non aspettatevi nulla, ma pensate a qualche progetto, giusto per un obiettivo, uno scopo. Non abbiate pregiudizi e non date conclusioni affrettate: le cose migliori sono quelle inaspettate e i sentimenti e le emozioni più intense sono quelle che crescono e si sviluppano pian piano. Abbiate il coraggio di vivere il momento, di godervelo, senza troppi drammi né preoccupazioni. Fate tesoro di quello che vi capita: le difficoltà si verificano per farci apprezzare al meglio le nostre fortune, così come queste vengono per testimoniarci che ogni brutto periodo ha la sua fine.
Io l'ho imparato proprio quest'anno ed, anche se il nuovo anno, che si avvicina, mi fa un po' paura e mi mette un'ansia terribile, cerco di restare positiva: ho già avuto più di quanto potessi desiderare, le cose potranno andare bene o male... ma la cosa importante è non perdere mai la fiducia in se stessi e nel futuro.
Grazie 2013, grazie di avermi stupito.


sabato 21 dicembre 2013

Random Belgse Leven

Un po' di tempo fa avevo fatto una piccola lista, circa 10 punti, delle mie impressioni e delle cose particolari che avevo trovato nei Belgi e nella loro cultura. Beh, questo post è la sua continuazione: ecco a voi altri 10 punti random sulla vita in Belgio! :D Non sono niente di spettacolare, ma sono giusto le mie note, cose che mi hanno colpito e mi sono voluta appuntare ;)
  1. Bere vino come se fosse acqua...
  2. I bus sono della modesta marca Mercedes-Benz :')
  3. I popcorn non vengono fatti col sale, come normalmente in Italia, ma con lo zucchero! Sono una cosa stranissima mangiati la prima volta e devo dire che 'sdignano' un bel po', ma non sono terribili... :D
  4. "Hai fatto l'albero? MACCHEBRAVA, TI MERITI PROPRIO UNA BIRRA! Su, vai di là: in frigo abbiamo Kriek, Liefmans, Jupiler, Duwel...devi solo scegliere!"
  5. Sinterklaasje liedjes
  6. Quick
  7. Q-music
  8. Si vestono leggeri (tshirts smanicate nonostante fuori ci siano 4°C) ma poi si lamentano di congelare. Ma, attenzione, se TU dici che c'è freddo, loro rispondono "naah, non così tanto!" (wtf!??! ahaha)
  9. C'è stato un periodo in cui vedevo ovunque i colori della bandiera, in ogni oggetto, in ogni cosa, persino i pullman erano completamente ricoperti della bandiera! (Sta cosa non l'ho mai vista in Italia...)
  10. I cinema che per noi sono grandi, per loro sono minuscoli. (Aspetto di andare al Bioscoop di Hasselt per verificare cosa intendono con "grande" :D) 

venerdì 20 dicembre 2013

Dicembre porta a riflessioni profonde

L'altro giorno ho ricevuto un'email da un/una mio/a compagno/a di viaggio, che non ho ovviamente intenzione di citare: la nostra è stata una conversazione molto personale e, almeno per quanto riguarda la sua esperienza e i suoi problemi, non mi sento di parlare. Ma devo ammettere che mi sento molto soddisfatta di quello che sono arrivata a formulare e, vuoi per "fare coraggio" un po' a tutti noi exchangers, un po' per non perdere queste parole, voglio riportarvi qui la mia risposta... giusto per testimoniarvi quanto non sia facile tutta questa esperienza, quante cose ci siano dietro e quanto sia stupido e superficiale definirci come "vacanzieri" o "figli di papà". So che alla maggior parte di voi probabilmente, anzi sicuramente, non fregherà assolutamente nulla, ma, vi ripeto, io mi sento fiera di questo discorso e di queste parole. E questo è tutto.


<<Ti rispondo adesso: ieri sera ero a cena fuori con le mie sorelle e non avevo la tranquillità né la serenità per risponderti adeguatamente e tu con questo discorso meriti una risposta più che esaustiva e importante. Iniziamo con calma, hai menzionate tante cose e sono tutte importanti... 1) La lingua. Io non capisco perché dite tutti che sono "bravissima"...Io mi sento ignorante, molto, molto ignorante. Okay, capisco il 90% di quello che dicono, ma questo solamente adesso, dopo 4 mesi! E a parlare o scrivere non sono così brava... Conosco pochissime parole, pochissimi verbi e Dio solo sa che accento di merda ho... Ma, ehi, siamo a Natale, abbiamo ancora sei/sette mesi e fidati, non è poco tempo! Dobbiamo solo ingranare la marcia... Una volta una ragazza, Valentina B., che ha fatto un trimestrale in Austria qualche anno fa, mi ha detto: "è incredibile, ma è così: non decidi tu come accade, fatto sta che un giorno ti alzi e capisci... improvvisamente capisci tutto!". Ed è così... Io fin dal primo giorno mi sono detta "okay, da oggi comincerò a parlare/capire perfettamente l'Olandese! Non mi può fermare niente e nessuno!". Risultato? Ho cominciato veramente a capire e parlare decentemente (ma in maniera SEMPRE elementare) solo un mesetto fa. A Novembre/Dicembre. 
Sai perché? Sai cosa ha fatto la differenza? Ho cominciato a parlare solo in lingua con la mia famiglia. Niente più Inglese. (Questo perché una del mio chapter l'aveva fatto e i risultati si vedevano...). Quindi, credo che sia questo il "trucco" per migliorare: provare sempre a parlare in lingua, anche se sbagli, anche se dici minchiate, io ne dico tantissine e di molte non mi rendo nemmeno conto, ma... PROBEREN ALTIJD! Alla fine impari, un passettino alla volta... Non devi mollare mai, per nessun motivo.2) Gli amici. I miei compagni di scuola non mi hanno mai detto "usciamo" (solo oggi una ragazza mi fa "magari ti mando un sms e usciamo un giorno nelle vacanze", ma è tutto da vedere conoscendo i Fiamminghi e il loro modo di relazionarsi..). I miei compagni di scuola sono dolcissimi, sempre disponibili con me e molto, molto graziosi, ma ci fosse stata una volta che fossi uscita con loro dopo scuola o nel weekend. Solo per un compleanno e questo è tutto. Due giorni fa li ho incontrati tutti a Maastricht e sono stata con loro un po', ma poi, non ci siamo trovati più in un negozio, e loro se ne sono andati... Io li ho cercati, ma niente. E comunque anche se ci sono rimasta un po' di merda, non me la sono presa: ognuno per sé e Dio per tutti. Ho fatto le mie commissioni in pace e alla fine stando da soli si possono apprezzare di più certi particolari, certi dettagli che magari in compagnia non si notano; si può persino trovare il tempo per pensare e riflettere, su molte cose.Loro non sono cosa per invitare o fare il primo passo o cercarti... assolutamente no. Ma, almeno per quelli che conosco io, posso dirti che se TU prendi iniziativa, tipo "andiamo qui, QUESTO GIORNO, QUEST'ORA" loro ci pensano e possibilmente vengono. So che è seccante essere fare sempre il primo passo, ma è l'unico modo.3) Scoprire il mondo. Anche a me piacerebbe vedere molti posti, fare tante cose, ma spesso e volentieri sono stata limitata dalla scuola, perché dovevo studiare... Perciò, mi sono detta che in queste vacanze voglio fare il possibile. E sai cosa? La mia professoressa di Greco mi ha mandato dall'Italia traduzioni da fare, come se qui non avessi niente... Mi sono dovuta fare spedire il GI, che pesa minimo minimo 3 kg, e dovrò certamente sacrificare un po' del mio tempo libero, delle mie vacanze, per fare queste traduzioni. Ma non mi lascio abbattere: concilierò tutto e non permetterò che né lei né gli stronzi del mio college mi facciano perdere quest'esperienza qui. 
E ti voglio dire un'altra cosa...Tu sai bene, mi hai vista al campo iniziale, hai visto quanto stavo male e quanto mi stavo maledicendo per essere partita, per essere "lontana". Mi hai vista che piangevo sempre, senza pausa. Ecco, io ho fatto così per tre mesi. Sempre a pensare "voglio casa mia, il mio cibo, il mio clima, i MIEI AMICI, la mia MAMMA, la mia camera, la mia Palermo, il mio ragazzo!". Ma tutto è cambiato improvvisamente un giorno, così, senza preavviso.Sono andata a trovare Laura al campo dei trimestrali a Brussel, il giorno prima che prendesse l'aereo. Quando l'ho vista abbiamo parlato un po' e, dopo averla ascoltata, dopo aver visto tutti quei ragazzi TRISTISSIMI di partire, di tornare di nuovo, di concludere la loro esperienza... E' scattata qualcosa nella mia mente. 
"Tra meno di 24 ore sono a casa... Ti rendi conto? Cos'è casa mia adesso?! Io tra 24 ore mi aspetto di tornare dalla mia famiglia fiamminga, di vedere So You Think You Can Dance, di prendere la bici, cadere magari... ma non di prendere un aereo e tornare IN ITALIA." Laura mi diceva così e a queste parole io ho capito una cosa: mi sono sentita (e mi sento tutt'ora) estremamente fortunata per avere la possibilità di stare ancora qui, di imparare ancora, di mettermi ancora alla prova. 
E' una sfida personale tutta questa esperienza e, ehi, non è mica facile stare lontano da tutto ciò che ci è familiare per ben 10 mesi!! Tant'è che non sono tutti exchange... Da quel giorno io non ho più pensato di voler tornare a casa, anzi: ho cominciato a pensare che non me ne vorrei mai andare da qui. Per nessuna ragione. Ok, penso ai miei amici e a tutto il resto, molto spesso se devo essere sincera, ma qui sto provando, con ogni mezzo, a costruire un'altra vita, un'altra felicità e piano piano, mattone dopo mattone, posso dire QUANTOMENO di essermi ambientata, di aver costruito una certa "normalità". E ogni tanto mi sento felice. Non sempre, non estremamente, ma ogni tanto penso "tutto questo mi piace!". E considerata la mia disperazione iniziale, è un gran bel passo avanti...!Tuttavia, è difficile fare grandi discorsi a quasi quattro mesi di distanza, ma fidati se ti dico che alla fine sono certa che nemmeno tu ti pentirai di tutto questo!
Io amo quest'esperienza, anche se mi ha fatto perdere il ragazzo di cui ero innamorata e ha distrutto totalmente il nostro rapporto, anche se mi ha strappata via dai miei migliori amici, catapultandoci ognuno in un Paese diverso, anche se probabilmente non avrò una media scolastica "degna" dei miei standard (e intendo a confronto con la scuola italiana): nonostante tutto sto crescendo e per tutte le cose negative che ci sono, provo a pensare anche a quelle positive... Buttarsi giù non aiuta, mai.Non è mai facile... Ma ci saranno tante soddisfazioni alla fine, ne sono sicura!>>

mercoledì 18 dicembre 2013

Sinterklaasje

Un po' in ritardo ecco qui il post su una festa tipicamente belga/olandese: Sinterklaas! (che altro non è che... San Nicola/à/ò! ahah)
Chi è Sinterklaas? Sinterklaas è un omone che insieme al mitico Zwarte Piet, il suo aiutante, porta dolci e regali ai bambini (buoni! :P). Non è da confondere con Babbo Natale, perché non sono esattamente la stessa cosa.
Nel passato, infatti, come anche in molti altri Paesi, non si conosceva la figura di Babbo Natale, che, se ci pensate, è anche abbastanza recente, quindi sia in Belgio che in Olanda (così come in generale in tutto il Nord Europa) si era sviluppata la figura di Sinterklaas principalmente per coinvolgere e rallegrare i bambini. Inoltre, Sinterklaas viene festeggiato normalmente il 6 di Dicembre, mentre Santa Claus il 25!


E' in questo periodo, quindi, che in tutti i centri commerciali, in tutte le piazze, in ogni città, in qualsiasi tipo di occasione troverete almeno una coppia di Sint&Piet: alle persone piace renderli il più reali possibili e qui c'è la regola, super super rispettata, che, una volta che i ragazzi, divenuti grandi, scoprono che Sint non è reale, non devono, per nessuna ragione, dire ai bambini più piccoli della loro scoperta. Loro devono crederci!


Ma in cosa consiste la festa di Sinterklaas?
Sinterklaas viene festeggiato in questo modo: si lascia sopra il tavolo del salone (o dove si preferisce) dei piatti/delle scarpe vuote e bisogna ricordarsi anche di lasciare un piccolo biglietto per Sinterklaas, dove si dice di essere stati buoni ecc ecc, e un piccolo 'spuntino' per le renne (che trainano la slitta di Sint!). Finito il lavoro, si va a dormire e... si aspetta! :D
Nella mia famiglia, considerato che il 6 era venerdì, abbiamo festeggiato con due giorni di ritardo, l'8 Dicembre. Insieme alle mie sorelle e mio fratello abbiamo fatto i nostri bigliettini per Sint&Piet e abbiamo allestito la tavola così come vuole la tradizione... :)




Sistemato tutto abbiamo (hanno :D) iniziato a cantare tuuuutte le tipiche canzoni di Sinterklaas. Una delle più famose (e l'unica che conosco) è questa qui:


La mattina dopo, per entrare in salone abbiamo dovuto prima trovare la chiave per aprire la porta! (E' una sotto specie di tradizione, a quanto ho capito, che Sinterklaas nasconde la chiave...boh ahah). Abbiamo ispezionato tuuuutta la casa, tutti gli angoli, abbiamo guardato OVUNQUE e dopo una lunga serie di tentativi falliti, finalmente Ilka ha trovato quella benedetta chiave! ahah Aperta la porta, ci siamo ritrovati davanti questa scena...



Rendiamoci conto, signori... ahahah (Non si vede bene dalla foto, ma c'erano speculoos da tutte le parti :D)
Abbiamo fatto colazione tutti insieme con questa tavola imbanditissima e allegri e contenti delle cose ricevute e dei dolcetti mangiati, abbiamo ringraziato di cuore Sinterklaasje e il caro Zwarte Piet <3


N.B.
C'è una polemica al momento su Piet, perché molti tendono a dire che la sua figura è una manifestazione di razzismo ecc, ecc, ma personalmente credo che sia inutile polemizzare così tanto un personaggio che alla fine fa parte della cultura di questo Paese... E' sempre stato così, è una cosa inventata per i bambini: loro non sanno cos'è il razzismo, non possono nemmeno immaginarlo!

venerdì 6 dicembre 2013

Un Podio Speciale

Ecco qui un altro post simpatico e random sul Belgio! :)
Oggi si parla delle CITTA' più belle (almeno secondo la mia opinione)!! Ho deciso di fare un breve "podio" delle tre città che personalmente ritengo essenziali da vedere, quando una persona decide di recarsi in questo Paese. Iniziamo...!

1. Gent/Ghent


E' la mia città preferita, in assoluto. L'ho vista solamente una volta e circa due mesetti fa, ma davvero non vedo l'ora di ritornarci! Sfortunatamente (per me) è abbastanza lontanuccia da 'casa mia', circa 3 h di treno; ma il viaggio ne vale assolutamente la pena... Questa è una delle strade più caratteristiche di Gent e... che dire? E' magica! C'è un'aria romantica che pervade tutta la città, tutte le strade... E' una cosa che va al di là degli edifici e delle costruzioni, è proprio un'atmosfera speciale, unica. Non vedo l'ora di tornarci!!!

2. Antwerpen/Anversa


Premetto che, a causa del tempo limitato (solo un paio d'ore), non ho potuto visitarla a pieno (e per questo motivo mi sono ripromessa di tornarci assolutamente), ma, per quello che ho avuto la fortuna di vedere, Anversa è una città estremamente giovane e all'avanguardia, una città che stupisce. Guardate un po' che cosa vi aspetta una volta usciti dal treno? Una stazione spettacolare. E la strada fuori dalla stazione è strapiena di negozi e ristoranti di ogni genere e per ogni gusto! Una città multietnica, basti pensare che, alle spalle della stazione, che si presenta con uno stile tipicamente europeo, si trova il quartiere cinese con la sua porta gigantesca! Una città da vedere non una, ma più e più volte. (N.B. per i golosi: ad Anversa (ma anche a Brugge o Brussel c'è... IL MUSEO DEL CIOCCOLATO :D)

3. Luik/Liege


Anche qui ci troviamo a parlare di una città estremamente romantica: Luik (per i francesi: Liege). Visitata con affluenza principalmente per un motivo essenzialmente commerciale (è l'unica città in cui potete trovare Primark in Belgio) si presenta anch'essa come un luogo in cui vecchio e nuovo si fondono insieme. Basti pensare alla sua stazione, che, insieme a quella di Anversa, è considerata come la più bella di tutto il Belgio: è nuova, bianca, con grandi architetture che spiccano verso l'alto. Uscite e vi ritrovate di fronte una tipica cittadina belga: le casette basse, le luci, quell'aria tipica del Nord Europa/mondo delle favole... A me è piaciuta così tanto che quasi quasi mi mangiavo le mani per non essere capitata nel Belgio Francese! ahah Bella, bella, bella :)

Premetto comunque che devo visitare anche un po' di città, tipo Brugge, che è abbastanza conosciuta come la "Venezia del Nord", ma, per quello che ho potuto visitare, queste sono sicuramente tre città meravigliose per me, vale veramente la pena di visitarle! (E tra parentesi: viva Limburg in cui non c'è assolutamente un cazzo, yeeee -__-" Ogni volta devo fare almeno 1 h di treno per andare in qualche posto interessante, uff..).
Ok, fanciulli, anche per oggi era tutto: un bacio e a presto ;)
xxx

giovedì 5 dicembre 2013

Belgische eten: deel TWEE :)

Ciao a tutti!
Vi sono mancata? :P
Perciò, come potete leggere anche dal titolo questo è un altro post random sulla CUCINA BELGAAA :D Siete curiosi? :P Iniziamo, su!

  1. Witloof met kaassauce

    Questo è uno di quei piatti che ho provato subitissimo. E' abbastanza buono: la verdura (non identificata ahah) è avvolta in una striscia di prosciutto e il tutto è ricoperto di ssssssalsa al formaggio fumante, suuper lekker devo dire :3


2. Broodpudding

Per la serie "non mi emoziona" ecco a voi il pudding di pane! Tecnicamente è una cosa che piace abbastanza qui, ma... non rientra esattamente nei miei gusti personali. Però, ve lo consiglio comunque, magari vi piace :) Per gli ingredienti ricorda molto il nostro panettone, perché c'è la frutta candita (talvolta anche pezzettini di mele e noci) e la lievitazione credo sia la stessa, però la consistenza è un po' più dura rispetto al tradizionale panettone. E' morbido, capiamoci, ma non troppo!



3. Approfondimento sui wafels

Beh, ormai c'ho proprio una cultura in merito, ahah... Ho scoperto più o meno recentemente che esiste una NETTA distinzione tra i wafels: quelli di Brussel e quelli di Liege/Luik! I primi hanno lo zucchero al di fuori, gli altri all'interno... Sinceramente? Sono entrami due cose meravigliose! Ahah Però, FOOORSE preferisco quelli di Liege... FOOORSE :P Jullie moeten proberen om zeggen welke is de beste! (Dovete provare, per capire qual'è il migliore :D)


Tipici wafels di Liege/Luik :)


E questo, invece, è un tipico wafels di Brussel ;)

4. Snoepjes van Gent

Questi non li ho ancora provati, perché sono tipici della città di Gent (3 h di treno da casa mia per intederci :') stupido Limbuuuuurg D:) però me li hanno consigliato e così voglio fare lo stesso con voi! :P Dovrebbero essere sostanzialmente dei cioccolatini con del liquore all'interno... Provarli è nella lista di cose da fare una volta tornata in quella bellissima città ;)


5. Liefmas, la "birra rosa"

Si sa, il Belgio è un paese estremamente famoso per la sua vasta produzione di birra: ne produce, infatti, più di 300 (o forse di più '-') tipi diversi! La mia preferita? La Liefmas, la "birra rosa" per le ragazze ;) Generalmente non sono una grande amate della birra, ma, credetemi, bere questa è una cosa meravigliosa! A molti (ai ragazzi) non piace, perché è molto presente il gusto della frutta, della ciliegia in particolare, ma a me, invece, piace parecchio e devo dire che la preferisco alla classica birra! (La depressione nel pensare che non la troverò MAI in Italia mi mangia viva... D:)


6. Jupiler

Restiamo in tema di birre :) La Jupiler è probabilmente la birra più popolare in Belgio. La bevono tutti: giovani, vecchi, ragazzi, ragazze... Lo so, lo so: vi state certamente chiedendo: "Ma.. che differenza c'è tra una birra e l'altra? 300 tipi diversi di birre? Ci sono davvero 300 e passa sapori di birre diverse?". La risposta? Sì. Credetemi, io ero la prima a pensare che non potesse esserci chissà quale differenza, ma, veramente... si sente eccome! Questa qui rientra sempre tra le mie preferite; non so bene perché mi piaccia, perché, ripeto, non sono una grande esperta di birre, però, a differenza di molti altri tipi, la bevo con piacere e non è eccessivamente pesante o... "strana" (?). E' buona, ecco tutto. Ahahah (Ah, e tra parentesi un buon belga che si rispetti deve NECESSARIAMENTE avere almeno una Tshirt della Jupiler, se no... non è un vero belga ahah)


6. Speculoos

Io non so descrivervi esattamente la dipendenza che ho con questi biscotti: sono TROPPO buoni!! Sono tipicamente belgi/olandesi e, tra tutti i tipi di biscotti esistenti, sono assolutamente, senza la minima ombra di dubbio, i miei preferitissimissimissimi. Hanno un leggero retrogusto di cannella e in alcune varianti si possono trovare la noci, ma la ricetta non è esageratamente complicata, anzi gli ingredienti sono pochi e la miscela è abbastanza semplice. Al supermercato ne vendono a palate, ma fatti in casa... sono spettacolari <3 (Altra cosa che non troverò mai in Italia: farò una bella scorta prima di andarmene, tipo sicuro, perché senza non posso vivere :') ahah)


Ok, ragazzi, anche per oggi era tutto! :)
Spero che questo piccolo random sulla cucina belga vi sia piaciuto eeee... al prossimo aggiornamento! ;)
Doeeeei <3