mercoledì 22 maggio 2013

Orientation#2 !

..C'è davvero bisogno che ribadisca che sono stati tre giorni spettacolari? ;) 
Allora, allora, allora: iniziamo con ordine! L'appuntamento era fissato per giorno 17 Maggio dopo pranzo al Saracen, un hotel di Capaci, vicino Palermo. Quel giorno si sarebbero incontrati tutti i centri locali della Sicilia Occidentale (Enna, Sciacca, Agrigento, Marsala, Trapani): un'esercito insomma! :D ahah In effetti, se ripenso alla miriade di persone presenti alla prima selezione, mi sembra assurdo che alla fine eravamo solamente 36 exchange! Me ne aspettavo moooolti di più, ma sapete come si dice: meglio pochi, ma buoni :P ahah


Insomma il primo giorno è stato tutto all'insegna delle nuove conoscenze e della socialità: abbiamo fatto tantissimi giochi (che non si possono raccontare ahah) per cercare di memorizzare i nomi di tutti e creare un clima di amicizia. Tra le tante cose ci hanno anche lasciato un po' di tempo libero per scendere in spiaggia e qui ci siamo sbizzarriti a fare un saaaacco di foto, tipo questa :P


Il secondo giorno è stato molto più intenso: abbiamo cominciato a parlare di cosa sarà veramente la nostra esperienza e di tutto quello che comporterà, di come dovremmo prepararci e i volontari ( <3 ) ci hanno dato diversi consigli su come relazionarci nei nostri futuri Paesi ospitanti. Tutto questo ovviamente tramite sempre dei giochi! :P ahah Però, devo dire che questi mi sono piaciuti tantissimo, perché si sono dimostrati molto più utili ed efficaci rispetto ad un normale dialogo. Per esempio, grazie alle riflessioni fatte ho focalizzato meglio come tutto sta per cambiare: ci hanno fatto fare una lista delle cose che vorremmo restassero "congelate" e che, quindi, non cambiassero una volta partiti e una, invece, delle cose che vorremmo trovare in un altro modo. All'inizio ho pensato di inserire nel freezer il mio rapporto con la famiglia o con gli amici o coni ragazzi di teatro, ma dopo un attimo ho realizzato che tutto ciò è impossibile! Non posso pretendere che le cose restino come sono adesso, che gli altri non siano soggetti al cambiamento, quando io stessa, che faccio parte in maniera più o meno evidente, della loro vita sto stravolgendo la mia esistenza! Se cambio io, cambia tutto. Sembra assurdo, ma non ci avevo mai riflettuto... 
Ma la cosa che mi è piaciuta più di tutte è stato il gioco che abbiamo fatto dopo cena! Quello, sì, che è stato veramente pazzesco! Ci siamo dati appuntamento alle 22.00 nella solita saletta dei nostri incontri e tutti i volontari avevano delle facce estremamente serie, sembravano quasi tristi e tutti pensavamo cose tipo "Ma... chi succiriuu?" ahah .__. A un certo punto Clelia, una dei nostri volontari, ci ha detto che avremmo dovuto smettere di parlare e che da quel momento in poi non voleva più sentire una parola, nemmeno dagli altri volontari; poi ha distribuito delle bende agli altri volontari e ci ha comunicato che...stavano per bendarci tutti! Dopo aver finito di legare le bende a ciascuno, hanno spento la luce e siamo rimasti al buio e in silenzio per circa 5 lunghissimi minuti (forse in realtà erano di meno, ma il tempo sembrava lunghissimo!). C'era un silenzio impressionante..una quiete angosciantissima! Clara, una mia carissima amica con cui sono praticamente cresciuta e che farà l'annuale negli States, era seduta accanto a me e mi teneva la mano. A un certo punto, però, mi sento prendere la mano libera e qualcuno mi ha fatto capire che dovevo alzarmi. In tutto ciò la mano di Clara cercava di non staccarsi assolutamente dalla mia (tipo scena dei film della serie: "No, Jack, non lasciarmiiii!!!") ma alla fine ha dovuto cedere... e così questo qualcuno mi ha condotta fuori dalla saletta, fino ad uno spiazzo al di fuori, e poi mi ha lasciata lì. Nessuna voce, nessun suono.
Poi qualche rumore di passi e dopo due minuti di attesa mi sento slegare la benda. Tutti i volontari stavano guardando me, Mario e Laura, che, ritrovatici magicamente insieme, cercavamo di capire cosa avessero in mente. Clelia ci ha dato delle specie di collane: io sarei stata il capo gruppo, mentre Laura e Mario i miei aiutanti. La mission era far fare un giro ASSURDO a 9 dei nostri compagni BENDATI e portarli al piano superiore (evitando di farli cadere in un fossato lungo la via, aggiungerei :') ahah). Le risate che mi sono potuta fare (dentro di me, perché dovevamo stare seeeempre in silenzio u.u) non si possono capire!! Vedere quelle nove persone, ignare di tutto e spaventate (perché vorrei vedere voi in una situazione del genere ahha) stringersi nelle mani e cercare di darsi fiducia a vicenda è stato... meglio di un film! E, in effetti, se devo dirla tutta c'era un po' l'aria da thriller/horror :S Dopo che abbiamo raggiunto lo spiazzo al secondo piano abbiamo aspettato altri due gruppi da nove e dopo abbiamo fatto un graaaande cerchio (sì, noi dovevamo sempre disporre tutti perché erano ancora bendati ahah) e poooi Clelia ha detto di togliersi le bende! 
Le emozioni che questo gioco/mini-avventura ci ha fatto provare sono state...indescrivibili! Non so se leggendo queste righe potete capire il nostro coinvolgimento emotivo e la sorpresa da parte di ognuno nel togliersi la benda e vedere/cercare di capire la situazione o la paura di non sapere ciò che stava succedendo, perché non si poteva vedere nulla né parlare... L'allegoria di tutto, comunque, era che noi, che non sappiamo a cosa stiamo andando incontro, dobbiamo lasciarci guidare e che di fronte a noi ci saranno sicuramente sia salite che discese...Probabilmente quando scenderò dall'areo a Bruxelles proverò lo stesso smarrimento... (In tutto ciò penso che i volontari siano davvero delle menti maligne e contorte :D)

Il terzo ed ultimo giorno, invece, è stato quello più commovente: abbiamo tirato fuori tutti i pesci che avevamo disegnato alla scorsa orientation e Clelia ci ha letto una poesia di una rana che si è salvata la vita "perché era sorda" (=non ascoltava nessun altro se non se stessa); io avevo tipo le lacrime mentre leggeva e quando ha finito con "ce la farò", ho sentito come un tonfo dentro di me, che mi diceva "adesso tocca a te, Elisa, adesso devi andare tu". 


Poi ci hanno consegnato delle pagine bianche e delle buste, dicendo che avremmo dovuto scrivere una lettera a noi stessi che... avremo riavuto solo quando saremmo tornati in Sicilia! In quei 20 minuti ci siamo sparpagliati tutti e ognuno cercava l'angolo di mondo che gli comunicasse quante più emozioni e sensazioni possibili. Io, Clara, Egidio e Tommaso siamo andati di fronte la piscina e ci siamo seduti sulle sdraio (ad arrostirci sotto il sole cocente ahah). La mia lettera, come anche un po' quelle degli altri, era veramente "pacchissima", perché parlavo in terza persona, come se Elisa fosse una mia amica e non mi riferissi me stessa! La lettera era tutto un resoconto delle emozioni che provavo in quel momento ed era come se chiedessi dei consigli all'Elisa del futuro, che aveva già vissuto l'esperienza di vivere per 11 mesi in Belgio. La cosa più assurda, che abbiamo notato tutti comunque, è stata la ferma consapevolezza che ad ogni parola che scrivevamo tra qualche mese avremmo associato una lacrima. E credo sia inutile dire che ci siamo commossi tutti... C'era un clima estremamente solenne. Ci siamo sentiti tutti amici e tutti vicini l'uno all'altra ed è questa la cosa che è stata veramente bella. Infine, abbiamo fatto un sacco di foto (tra cui una andrà in stampa sul Giornale di Sicilia questo Giovedì)  eeeeeeeeeeeee poi.... IL MITICO....... IL DIVERTENTISSIMO.... LO SPETTACOLAREEEEEEEE..........  ENERGIZEEEER! Già, già, proprio lui: il funky chicken! :P ahah 


Davvero momenti stupendi, pieni di emozioni.
Adesso stiamo cercando di rivederci tutti, prima che partano ovviamente gli estivi in Irlanda e Finlandia e le ragazze per la Thailandia e speriamo di farcela, anche se ovviamente ci sono sempre i vari impegni ed è difficile conciliare tutto.. ma siamo positivi! :) Per adesso vi posso solo dare appuntamento al prossimo aggiornamento!
Un bacio,
Elisa!!! 

lunedì 13 maggio 2013

Casa di Alcesti

Oggi sono troppo predisposta a pubblicare post! ahah
In realtà anche questo sarà un post abbastanza corto e conciso, perché voglio raccontarvi brevemente l'esperienza della messa in scena di quest'anno! Come molti di voi sapranno faccio parte di una compagnia teatrale, i Volti del Kaos, che dal 2007 ha messo in scena delle rappresentazioni che per quanto mi riguarda sono geniali. Quest'anno abbiamo lavorato per mettere in scena "Casa di Alcesti", una tragedia che nasce dall'incontro e dal confronto di due famosissime tragedie: Alcesti di Euripide e Casa di Bambola di Ibsen con contaminazione da Misses Dalloway di V. Woolf.

La trama

La reggia di Fere, in Tessaglia, e una casa borghese del Nord Europa di fine Ottocento: due scenari diversi, due storie che si mescolano, due eroine, Nora ed Alcesti. La nostra messa in scena intreccia le vicende dell'Alcesti (tragedia composta da Euripide intorno al 438 a.C.) con quelle di Casa di Bambola (dramma del norvegese Ibsen del 1879). La protagonista, Nora, vestirà a tratti i panni della greca Alcesti: le due donne sono, infatti, accumunate dall'aver compiuto un grande sacrificio per il proprio marito, sebbene con esiti differenti. 
I corifei passeranno dall'ambientazione originaria, in cui vestono i panni dei cittadini tessali della reggia di Fere, alla scena moderna, dove diventeranno vere e proprie bambole, emblemi di una società borghese e perbenista. L'uso delle maschere, tutte uguali, sottolinea il conformismo di una società moderna che, in maniera severa e impersonale, esprime i propri giudizi senza curarsi della complessità delle situazioni né degli stati d'animo degli individui. 
Elemento unificante dell'intera messa in scena è la figura di Septimus, reminiscenza letteraria di Virginia Woolf. Egli rappresenta il "poeta pazzo", un artista schizofrenico perseguitato dalle Voci che ha in testa, sinistre figure che prendono corpo e lo tormentano con la loro presenza assumendo nel dramma, contestualmente, l'identità di diversi personaggi (Apollo, il dottor Rank, Anne-Marie...). La purezza del suo animo fa scaturire nel giovane una malattia mentale che lo porta progressivamente a distaccarsi dal rigore di una società in cui non riesce ad identificarsi. Ogni sua parola, apparentemente all'insegna della follia, è in realtà pervasa da una verità autentica e profonda proprio perché pura, incontaminata. Septimus riecheggia suggestioni pirandelliane in questo suo stato di alienazione che lo condurrà ad un esito tragico, ma forse inevitabile.
Su tutte le vicende dei personaggi incombe Anànke, dea della Necessità, una donna fatalmente attraente che ammalia gli individui con il suo canto seducente per poi travolgerli nelle maglie della sua rete di ineluttabilità. Nella parte greca prevarranno atmosfere funeree, ma accorate (sapientemente sottolineate dalla composizioni dei maestri Maniaci e Mosca), all'insegna del lutto e del compianto funebre; negli episodi moderni, invece, i toni si faranno più freddi e anonimi: il salotto ibesiniano si trasforma in una vera camera di tortura in cui i personaggi, confessando le proprie colpe, rivelano tutta la loro grettezza e disumanità. Al centro della scena solo un letto, simbolo di un'unione coniugale integra agli occhi esterni, ma lacerata al suo interno da contraddizioni profonde ed estremamente dolorose. 


Questa sono io che apro lo spettacolo con il mio monologo da Nora anziana. 


Questo qui è Septimus, nella sua scena iniziale, perseguitato dalle Voci (ovviamente come potete notare dai vestiti questa era ancora una prova, però, ho voluto inserire questa, perché mi piace di più sia per le espressioni sia per l'inquadratura rispetto a quella dello spettacolo!) 


Una bellissima Thanatos, la Morte, che viene a prendere Alcesti per condurla nell'Ade





 Questi sono i vari movimenti/scene del coro, che si snoda tra antica Grecia e Norvegia dell'Ottocento.


Nora sotto gli occhi della società e impaurita dalle minacce del procuratore Krogstad


Tre delle sei Voci che perseguitano Septimus. (Io, che impersonavo anche questa parte sono la ragazza di mezzo sulla sedia)


Alcesti, pronta a compiere il suo sacrificio per il marito Admeto


 La scena d'addio tra Alcesti ed Admeto, recitata tutta in greco antico e in trimetri giambici...



Anànke, la Necessità, incombe sulla scena.


Siamo ritornati nella modernità. Queste sono tutte e sei le Voci.


Torvald, il marito di Nora, sotto gli occhi della società: non oserà andarle contro e, perciò, perderà Nora, che, invece, sceglie di andare contro corrente e prendere in pugno la propria vita.


Nora nel suo momento di maggiore angoscia: sa che sta per perdere tutto: marito, figli, casa, reputazione. E' in balia dello sconforto e della disperazione.


Septimus, ormai completamente folle, decide di suicidarsi, precipitando nel vuoto.


Nora (parallelismo tra giovane e vecchia) piange disperatamente la morte del figlio. 


Ho fatto una selezione al fine di farvi un piccolo riassunto: fatemi sapere se vi è piaciuto :)
Adesso è tardi, vado a dormire!
Un bacio, Eli :)

P.s. 
Se siete curiosi o volete vedere più foto cercate su Facebook "Compagnia teatrale Don Bosco Ranchibile"! Troverete anche le foto delle rappresentazioni passate! :) 

domenica 12 maggio 2013

Orientation number one!

Goede morgen !
Sono tornata circa un'ora fa dalla prima orientation di AFS :) E' durata circa una giornata (dalle 10.30. alle 17.15) e abbiamo fatto i soliti giochetti di IC che non oso raccontarvi, per quanto erano babbi.. ahah E' stato un incontro carino, ma nulla di che: alla fine abbiamo detto sempre le solite cose.  
Quindi vi posto solo un paio di foto veloci, spero vi piacciano :)

 Dunque, ci hanno detto di disegnare un pesce che ci rappresentasse (il mio è quello al centro rosso, che sembra una specie di fiamma ahaha) e poi abbiamo appeso tutti i fogli su una parete vicino a quello che dovrebbe essere acquario. Questo doveva rappresentare Palermo, ovvero la nostra 'palla di vetro', dalla quale saremo costretti a uscire tra qualche mese per andare in cerca di "nuovi fondali e nuove cascate". Bella metafora, davvero bella. 

 Verso la fine dell'incontro ci hanno divisi in tre gruppi e ogni gruppo doveva realizzare un cartellone che rappresentasse l'Italia con una filastrocca. Questa è una foto del work in progress del mio gruppo: se non si fosse capito eravamo alquanto disperati per le rime ahahah 




So che non un post particolarmente lungo, ma non so che scrivere: volevo semplicemente farvi vedere un po' le foto fatte oggi e tenervi aggiornati :)
Adesso dovrei andare a studiare biologia considerato che tra qualche giorno ho una belliiissima interrogazione sul sistema circolatorio, respiratorio e digerente: pregate per me, vi prego ahah :')
Un bacio e al prossimo aggiornamento!! :)

lunedì 6 maggio 2013

Li chiamo "buoni propositi"

Mancano ancora circa tre mesi o qualche cosa di più, ma sento quest'esperienza sempre più imminente. E' assurdo: ho passato mesi a desiderare di andare via, di cambiare vita, di lasciare tutto e, adesso che ne ho davvero l'opportunità, adesso che sto per accingermi a stravolgere la mia esistenza, non mi sento più tanto pronta. Non voglio rinunciare, perché sarebbe da sciocchi, ma mi comincio a rendere conto di ciò che sto per lasciare.. e mi dispiace..tanto.
La mia vita, che l'anno scorso è stata così tormentata, che non ha trovato pace, che sembrava essere arrivata a un punto cieco, sta cominciando a risollevarsi, a rivivere. Sono così felice e nello stesso tempo angosciata... Vorrei mettere in valigia certe cose, certe persone e, allora sì, allora potrei partire serena. Ma seriamente: come farò a rinunciare a tutto?
Mi rendo conto che nel post precedente davo l'impressione di volermene andare il più presto possibile, perché non mi sentivo accettata ecc, ma spero capirete che questi momenti depressivi capitano.. Non saremmo umani, se le passioni non ci sconvolgessero.
E tuttavia questo non si rileva sempre un punto a sfavore: ricominciare a sentirsi viva è un processo straordinario. Adesso non vorrei chiamarmi tutta la sfiga di questo mondo, ma sono soddisfatta della mia vita in questo momento (e attenzione che non dico 'felice', perché ho davvero troppa paura che tutto possa precipitare di nuovo..).
L'idea che tra poco partirò mi sta convincendo ad azzardare un po' di più, a rischiare, a mettermi in gioco. D'altronde tra un paio di mesi partirò e sono certa che saranno ben poche le persone che si preoccuperanno di me o che si prenderanno la briga di ricordarmi. E allora perché trattenersi? Siamo giovani, dobbiamo essere intraprendenti e non sprecare la nostra vita in futili paure e insicurezze! E' una cosa che cerco di ripetermi continuamente. Io sono la prima a perdermi certe cose per colpa della timidezza, ma sono intenzionata a cambiare: non posso più accettare questa cosa.
E allora voglio concludere in questo modo: mancheranno anche tre mesi, ma - giuro - cercherò di rendere questi tre mesi i migliori della mia vita! Nessun rimpianto, solo gioia infinita! 

martedì 30 aprile 2013

Essere lunatici è bellissimo...è bruttissimo...è bellissimo...è bruttissimo...!?!?

No, pensavo... mancano circa 4 mesi alla mia partenza e mi sembra come se non stessi lasciando nulla di realmente insostituibile. Mi dispiace dirlo, mi dispiace veramente tanto dirlo, ma mi sembra come se non avessi nulla che mi lega più di tanto a questo posto, a questa città... E' vero: ho degli amici, degli ottimi amici se devo dirla tutta, ma in questo periodo mi sembra come se gli annoiassi.. L'altro giorno siamo usciti in comitiva e tutti scherzavano e ridevano e io ero l'unica che non riusciva ad inserirsi più di tanto. Quanto mi sento male quando succedono queste cose... Ieri ho assistito ad una conferenza in cui un famoso comico, di cui però non ricordo il nome LOL, ha detto che "i bambini che non riescono a giocare, a divertirsi, hanno problemi a relazionarsi"; quanto mi rispecchiavo in questa frase...! Fin da quando ero piccola, infatti, i miei genitori mi hanno educata ad essere una persona seria e piuttosto fredda se devo dirla tutta. Non l'hanno fatto esplicitamente ed apertamente, ma mi guardavano e si rivolgevano a me con delle aspettative ben precise circa il mio comportamento. "Elisa, non guardare questi cartoni stupidi! Guarda piuttosto un documentario" diceva mio padre; "Elisa l'unica cosa a cui la tua esistenza deve mirare è una laurea, senza non potrai ottenere nulla! La laurea prima di tutto, lo studio prima di tutto!". Non mi hanno mai capita... e io, crescendo, mi sono pian piano abituata alle loro richieste. Forse è per questo che sono una persona così seria e fredda... La mia personalità mi fa veramente schifo.
Vorrei essere diversa, dimostrare che non è vero che sono noiosa, che non sono esuberante come certune, ma purtroppo questa è un'operazione che mi viene estremamente difficile... ci provo, ci riprovo, e finisco solo per mettermi più ansia di quella iniziale. Che bbbbella situazione, sì.
Ora, ritornando al nostro discorso iniziale, mi sembra come se per i miei amici non contassi molto, mi sento fortemente sostituibile, facile da dimenticare.. Monica mi sembra sempre seccata, quando parla con me; dice che sono sempre irascibile e forse ha ragione, ma la verità è che sono molto sotto pressione e triste.. Nessuno ha idea di quanto io possa sentirmi sola in questo periodo. Non tanto perché non ho nessuno, ma perché non mi sento realmente desiderata, ripeto: mi sembra come se a nessuno importasse più di tanto della mia presenza. Infondo si divertirebbero tutti lo stesso... E buh, sono giù oggi.
Oggi uno psicologo, Carmelo Impera, è venuto a testimoniarci la sua difficile e travagliata esperienza di vita e ci ha raccontato che la cosa più importante (a suo parere) nella vita di un uomo (o di una donna) non è sentirsi amati o amare una determinata cosa/persona, ma sentirsi desiderati; l'amore vero è desiderio insaziabile, diceva. 
Chissà quante volte mi sentirò completamente sola in Belgio.. Eppure penso all'Irlanda, quando stavo con Carlotta e Claudia e ognuna era per l'altra amica di prim'ordine. Stavamo sempre insieme e ci preoccupavamo l'una dell'altra, sempre presenti, leali. Non posso dimenticare quando, tornata a Palermo, sono uscita con Lisa e Monica e loro, al posto di chiedermi come fosse andata in Irlanda, mi parlavano di tutt'altro... scherzavano tra loro e io... buh, non potevo che fare paragoni. Quel giorno mi sono sentita fortemente delusa, ma non gliel'ho mai confessato, perché da un lato mi rendevo conto che sarebbe stato un atto di egoismo e cattiveria da parte mia, dall'altro sapevo che non avrebbero capito...
Mancano tre mesi e dovrò lasciare amici e parenti... 
E' assurdo che i miei parenti di Palermo mi ignorino completamente e si interessino solo quando fa comodo loro, mentre i miei parenti americani, a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, sono sempre presentissimi...! E' una cosa che non sopporto...
So che soffrirò la lontananza e la malinconia mi assalirà ogni giorno per i primi tre mesi (almeno), ma in certi momenti mi chiedo: forse che in Belgio non trovi persone che sappiano apprezzarmi di più e situazioni migliori?
Non sono egoista, lo giuro, né cattiva, non ve la prendete per favore, ma questo è il MIO blog e voglio scrivere i miei sentimenti e i MIEI pensieri... Voglio sentirmi libera di scrivere quel che mi passa per la mente e mi dispiace se questo può recare disturbo per qualcuno... In ogni caso chiedo scusa a tutti coloro che ho involontariamente "offeso", mi dispiace. 

martedì 2 aprile 2013

Delirio da pioggia

Stavo un po' a riflettere.. Sarà che è una serata intera che piove e la pioggia - si sa - porta un po' di malinconia, ma mi era venuta voglia di vedere certe vecchie foto, certi ricordi.. Nello specifico sono andata a riaprire gli album del mio soggiorno scolastico in Irlanda e... che immensa, straordinaria, indescrivibile nostalgia mi ha preso! Probabilmente molti di voi non lo sapranno, ma due annetti fa ho partecipato con l'INPDAP (l'attuale INPS) ad un programma scolastico in Irlanda, a Dublino , di circa due settimane e fino ad ora è stata indubbiamente l'esperienza più bella di tutta la mia vita...!
Guardavo tutte quelle foto, tutti quegli attimi catturati con un flash, e la mia mente non ha potuto immaginarsi quante e quante foto avrò al ritorno dal mio anno all'estero.. cosa proverò riguardandole.. Saranno gli stessi sentimenti di adesso? Non so cosa rispondere sinceramente.
E' ovvio che queste sono due esperienze totalmente diverse: non si possono paragonare due settimane ad 11 mesi! Né tanto meno si può paragonare lo stare con altri 50 ragazzi ITALIANI con lo stare con una miriade di ragazzi stranieri. Insomma: mettendole sulla bilancia, non hanno lo stesso peso. Eppure non posso (e non voglio) minimamente sminuire la mia esperienza in Irlanda: breve, sì, ma vissuta a pieno ed estremamente ricca.
In verità è anche questo che mi da fiducia e positività per il mio anno all'estero: se in due settimane - che se si considerano attentamente sono NIENTE - sono riuscita a vivere momenti del genere, a creare rapporti per la maggior parte solidi e a migliorare anche il mio inglese (che alla fine era il motivo principale del viaggio ahah).. cosa sarei capace di fare in ben 11 mesi? 
Ho una gran voglia di vivere.
Non solo quest'esperienza, ma la vita, in generale. 
Ho voglia di sentirmi giovane e libera. Ho voglia di ridere fino a sentir male allo stomaco. Ho voglia di sognare. Ho voglia di abbracciare forte a me coloro che amo. Ho voglia persino di innamorarmi (il che potrebbe rivelarsi puro masochismo, ma chissene..La vita è anche questo: correre il rischio, fregarsene del futuro e lasciarsi andare!).
Per ora sono un po' fissata con un verso di una canzone (Cigno Nero - Fedez) che dice: "Godiamoci il momento perché prima o poi finisce" ed è esattamente la mia filosofia di vita in questo periodo! Sono stata una persona seria e coscienziosa (Monica, la mia migliore amica, esaurirebbe a pronunciare questo termine..p.s. (just for you babe) BARRRRRBARRRRRA! Ok non sono pazza, fidatevi..ahaha no comment ahah) per troppo tempo: adesso voglio riprendere in mano la situazione e smetterla di sottrarmi a certe cose, solo perché non sta bene, non è prudente o semplicemente per paura di soffrire (di nuovo). Come va, va! "Tra vent'anni non sarete delusi dalle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto" ! ;)
In ogni caso non so se questo post sia stato ispirato tanto dalla pioggia, dalle foto o dal fatto che mancano esattamente 71 giorni alla fine della scuola: sicuramente l'allegria estiva, sebbene il tempo non sia dei migliori, comincia a farsi sentire! (cccchecosacarina!) 
Adesso comunque vado, però vi lascio qualche fotina dell'Irlanda.. spero vi piacciano :)
A presto! <3

Questa sono io con lo stemma del college in cui ho soggiornato, il Wesley (non Weasley!) College, a circa 8 km dal centro di Dublino! Nello stemma caratteristico c'è un'inscrizione in greco antico (Πάντα δοκιμάζετε, τό καλόν κατέχετε) che vuol dire "Provate tutto, tenete il bello". Inutile dire che trovo questa frase bellissima come messaggio per noi giovani!

Questa sono io con le mie due compagne di stanza, Claudia e Carlotta, due persone bellissime: non potevo chiedere compagne migliori. Ogni volta che c'era un evento o una festa, ci facevamo una foto nel nostro corridoio per catturare il momento, ricordare come eravamo vestite, ecc.. Questa è una delle tante e - se non si fosse capito - stavamo per andare al Pigiama Party! ahah L'ho inserita perché credo che sostanzialmente un viaggio riesca principalmente dalla compagnia che hai: i posti, infatti, che visiti potranno anche essere meravigliosi, ma a che serve godere della loro bellezza, se non hai nessuno con cui condividerla?

 E a proposito di posti meravigliosi... Questo è Glendalough, il posto più BELLO di tutta l'Irlanda dell'est! E' un posto a dir poco magico..! Un posto in cui la natura si esprime a gran voce e ti sovrasta. Ritrovarsi davanti quell'immensa distesa di acqua nera, ma limpidissima e ghiacciata, essere circondata da alberi altissimi e numerosissimi, camminare su una distesa di erba verde smeraldo... Non so voi, ma credo sia il posto più spettacolare che abbia mai visito e in cui un giorno spero ardentemente di ritornare.. Glendalough è un posto che ti tocca dentro, non ci sono parole per descriverlo..!

venerdì 29 marzo 2013

Tante piccole novità tra cui...

Signori, udite, udite: HANNO FISSATO LE ORIENTATION! :D
Già, già! Ieri sera mi è arrivata una email dalla responsabile invio, che praticamente fatto venire un infarto! Erano giorni e giorni che aspettavo di ricevere un'email o un qualunque segno di vita da AFS e ogni volta che vedevo un nuovo messaggio nella posta elettronica non proveniente da IC ci rimanevo malissimo :( Più che altro mi era venuta l'ansia a mille! Pensavo: "Magari il bonifico non è arrivato...oppure la lettera con l'autorizzazione si è persa...e le pagelle...forse...chissà forse mi hanno scartato perché non ho fatto qualcosa bene e ora il mio posto in Belgio è stato dato a qualcun altro...!!!" (sì, se non si fosse notato, sono una persona parecchio ansiosa ahah).
Ma per fortuna è andato tutto bene e tra meno di un mese ci sarà il primo incontro! :) Il 23 Aprile, infatti, c'è un incontro di circa due orette in cui la partecipazione è obbligatoria tranne che per chi fa gli estivi o i bimestrali. Dicono che parleremo della "normativa scolastica", ma non ho idea di quale sarà sostanzialmente l'argomento e di che cosa tratterà effettivamente...
A Maggio poi ci saranno altri due incontri: uno il 12, che è una domenica (e qui c'è tutta una "simpaticissima" storica, perché credevo che la replica del mio spettacolo fosse fissata per quel giorno e tutto ciò mi "riempiva il cuore di immensa gioia", ma oggi ho scoperto che in realtà la replica è l'11 e perciò è tutto appostissssssimo...grazie al cielo! :'D); prenderà tutta la giornata e sono curiosissima di sapere dove si terrà l'incontro :P
L'ultima - gnee :( - orientation durerà tre giorni (dal 17 al 19) e si terrà al Saracen, che è un hotel vicino Palermo :) "Sfortunatamente" dovrò fare un'assenza a scuola...macchepppeccato!! :') Ahah Sono sicura che questo sarà l'incontro più bello, non vedo l'ora di andarci!!! <3
Però, se devo dire una cosa, un po' mi dispiace che le ultime due le abbiano fissate a Maggio, perché è un mese terribile per prendere impegni, considerati i miliardi di viaggi e interrogazioni che dovrò fare.. Sarebbe stato meglio farle a Giugno, una volta finita la scuola, secondo me.. però, vabbè: evidentemente avranno avuto delle ragioni per farle a Maggio anziché a Giugno! 
Muoio dalla voglia di rivedere tutti! :) Oggi - per dire - ho fatto un sogno assurdo: ero insieme a tutti gli altri exchange che conosco prima della partenza e tutti erano un po' schizzati/esauriti/disperati.. ahahah Uno ad uno dicevano cose tipo "oddio, oddio...adesso tocca a me! Stiamo per arrivare nel mio Paese ospitante!!!" (sì, nel mio sogno viaggiavamo in pullman..NO COMMENT AHAHAHA). Mi sono svegliata parecchio agitata: sembrava tutto così reale! (tranne per il pullman..AHAHAHAH)
Questo sogno mi ha fatto capire che ormai manca veramente, veramente poco... Siamo già alla fine di Marzo e presto finirà la scuola ( - 75 yeee)...arriverà l'estate...e io dovrò cominciare a "fare i saluti". Mi è piaciuta molto la frase che Christian, un futuro exchange in Russia, ha scritto nel suo blog (sì, in questo periodo sono un po' fissata coi blog degli altri ahah :P) :

"Presto dovrò preparare le valigie per andare in gita, e pensandoci ho riflettuto su quante volte quest'anno dovrò preparare la mia valigia. Ma non quella vera e propria. Quella culturale, personale, morale.. ho pensato a quante volte dovrò cambiare idea su di me, sulle mie scelte e sulle mie decisioni e sì, ho una paura fottuta"

Anch'io ho davvero paura: ho paura di essere affidata ad una famiglia con cui non vada d'accordo, ho paura di non riuscire ad integrarmi tra i miei futuri compagni, ho paura di sentirmi perennemente sola, ho paura di non riuscire a capire completamente nulla della lingua, ho paura di non riuscire a fare niente e ho paura di andare male a scuola... ho paura di tornare e sentirmi spaesata e disorientata... ho paura di fallire, tremendamente. 
Ah, ansie da exchange student.. mi mancavano solo queste!! Certo, mi rendo conto che probabilmente questa sarà solo ansia temporanea e che una volta lì andrà tutto per il meglio, ma - sapete - è così difficile riuscire a vivere tranquilli e sereni!
Tra le altre cose comunque vi comunico che IC prende sempre più parte nella mia vita, anche se il mio programma da exchange non è ancora ufficialmente iniziato: l'8 Aprile verranno dei Belgi Valloni nella mia scuola, per vedere lo spettacolo teatrale della mia compagnia teatrale! :D (L'Antigone, però, che è quello dell'anno scorso, perché l'Alcesti, che è quello di quest'anno, lo portiamo in scena il 5 Maggio per la prima volta..) Eeeee sempre riguardo l'Alcesti il regista ha decretato che io e degli altri ragazzi che impersoniamo le "voci" di un pazzo (che poi alla fine sarebbe mio figlio...ahahah NO COMMENT#2) dovremmo recitare delle frasi in...NORVEGESE! (L'autore di Casa di Bambola, tragedia con cui contaminiamo l'Alcesti, era, infatti, nato in Norvegia) ahah Saremo assurdiii!! Se riesco ad avere il filmato giuro che ve lo posto! :P ahah
Ah comunque per il vlog ho deciso di iniziarlo alle orientation se riesco, se no lo inizierò dopo.. vedremo! :) Sicuramente vi terrò aggiornati, non preoccupatevi! Ahah
Okok, adesso credo sia meglio andare a fare greco D:
Un bacio a tutti e vi prometto che aggiornerò presssssstissimo! <3 <3 <3

mercoledì 13 marzo 2013

Thiking about a phrase: it's useful

Stavo vedendo il blog di Chiara, una ragazza che passerà con AFS un anno in Thailandia, e in uno dei suoi ultimi post ho letto una frase che magari potrà sembrarvi banale, ma che a me ha colpito particolarmente; diceva:

"Ci sono moltissime cose che ripetiamo ogni giorno, andiamo a scuola per il nostro futuro, lavoriamo per guadagnarci i soldi per il nostro futuro e viviamo seguendo i modelli che la società ci ha imposto.
Ma io mi chiedo, è giusto che sia così?"


Bella domanda.
In un mondo in cui tutto sembra subordinato al guadagno, al rendimento, agli impegni c'è davvero ancora spazio nelle nostre vite per cose come i sogni e le ambizioni? Oppure è più consono e conveniente rassegnarci tutti e metterci il cuore in pace, accettando sconsolati la "triste verità"? La domanda è parecchio più impegnativa rispetto a quanto sembra e rispondervi rappresenta un'impresa ancora più ardua, perché non si tratta semplicemente di citare le solite frasette da bacio perugina o riportare la citazione di quel film là: bisogna guardare dentro di sé, analizzarsi, interrogarsi e chiedersi con profonda umiltà e sincerità: "Io che cosa ne voglio fare della mia vita?". Non è facile. Non è per niente facile.
Certo, a tutti piacerebbe poter rispondere che in realtà non è così complicato, che basta l'impegno per raggiungere e realizzare i propri sogni, ma  sfortunatamente per chi la pensa in questo modo io sono dell'avviso che nella vita non basta solo lo sforzo: c'è bisogno anche di fortuna, tanta. Certe volte, infatti, non basta solamente "volerlo a tutti i costi" o "desiderarlo ardentemente": i desideri e le ambizioni, se non realizzati per lungo tempo, finiscono per adattarsi alle condizioni e alle situazioni in cui svolgiamo la nostra esistenza e - mi rendo conto che è una cosa abbastanza triste da dire ma - non c'è nulla che possiamo fare per evitarlo.  Per questo sopravvivere ogni giorno è un'impresa che costa fatica: ci vuole coraggio e forza di volontà per sollevare quotidianamente le palpebre e trovare la forza di alzarsi dal letto ed affrontare nuovamente tutte le difficoltà, tutti gli stronzi, tutte le dicerie... Ci vuole determinazione e convinzione, non tanto perché l'atto in sé sia faticoso o degenerante, ma perché tutti noi, alzandoci, abbiamo la consapevolezza di ciò a cui andremo inesorabilmente incontro quel giorno:  perenni corse frenetiche contro il tempo, nessun tempo e nessuna autorizzazione per respirare, nemmeno il tempo di fermarsi un attimo a guardare il cielo o il Sole...niente.
La società ci vuole in questo modo.
La società vorrebbe che fossimo tutti degli automi senza cuore, senza famiglia e - dati i vantaggi che ne ricaverebbe - neppure senza soldi. Ogni giorno indirettamente ci strappano via qualcosa, ci spogliano, ci lasciano nudi; in un sistema del genere non si riesce più ad apprezzare nulla: si diventa bigotti, le giornate finiscono per apparire ai nostri occhi costantemente grigie e cupe. Come si fa in una simile atmosfera a preservare i propri sogni? Addirittura ci sono persone che nemmeno riescono a ricordare il significato di questa parola, tanto l'hanno eliminata dal loro dizionario e della loro quotidianità. 
Per me, infatti, la vita non è cercare di conoscere quante più discipline o argomenti possibili, né "avvertire" gli altri, biasimandoli, di quanto sia impegnativo condurre un'esistenza felice! La vita è fatta da ben altre cose... La vita è fare imprese folli, campare alla giornata, avere il coraggio di volere ogni giorno di più! Non possiamo rinunciare senza nemmeno provare, solo perché ci hanno insegnato a pensare in un determinato modo! Io non voglio assolutamente sentirmi una fotocopia né tanto meno voglio rinunciare alla mia personalissima opinione per far piacere a qualcuno.
In tutto questo lugubre scenario, dunque, mi sento di rispondere vivamente che sì, i sogni sono importanti, anche se spesso si tende a sottovalutarli e a svalutarli: i sogni sono gli strumenti che ci permettono di continuare a vivere; il desiderio di riuscire a realizzarli ci riempie il cuore, lo pervade, lo scuote, lo distrugge, lo annienta. In sostanza: ci rendiamo conto che siamo ancora vivi e non ci siamo trasformati in delle stupide macchine! Mi chiedo veramente come molte persone, tra cui anche i miei stessi genitori, possano passare la loro esistenza senza mai andare oltre le semplici apparenze e i tipici comportamenti stereotipati. 
Inoltre, vorrei comunque precisare che no, non mi sento Dio in terra mentre scrivo questo papiro, ma esprimo (o almeno ci provo) la mia opinione: questo e ciò che penso e non credo ci sia maniera migliore per esprimerlo.
In conclusione, quindi, mi sento di lanciare un semplice ed accurato messaggio: riflettete sulla vostra quotidianità e analizzate con precisione i vostri comportamenti, al fine di capire se questi sono veramente frutto della vostra volontà o infelici risposte al sistema della nostra società.
Ognuno è padrone della propria vita e mi sento di aggiungere non bisogna mai, mai, mai dare per scontata la realtà: se diventa troppo noiosa e non ce la facciamo più a portarla avanti, probabilmente c'è qualcosa che non va'.. probabilmente, dunque, c'è qualcosa da cambiare. Abbiate il coraggio di non nascondere le vostre ali, ma di aprirle e di prendere il volo: ne vale la pena. Vivere ne vale sempre la pena.


P.s. 
Per chiunque volesse il blog di Chiara è indicato nella colonna a sinistra, sotto la voce "compagni d'avventura" insieme a tutti gli altri blog che seguo :) Fateci un salto, sono veramente ben fatti ed estremamente appassionanti! ;)

venerdì 8 marzo 2013

Questo sogno chiamato Belgio

Che cosa ne sarebbe della vita umana se ad allietarla non ci fossero degli elementi così piccoli, eppure così importanti, come i desideri? Come passeremmo le nostre giornate, la nostra vita, se non avessimo almeno un ideale per cui batterci? Certamente la nostra sfera emotiva si ridurrebbe di non poco e probabilmente la nostra intera esistenza apparirebbe grigia e totalmente piatta. Spesso, però, tendiamo a sottovalutare l'importanza di un desiderio, eppure... sono proprio i nostri sogni a tenerci in vita! Come si fa a dimenticarsi di cosa del genere? Tuttavia anche io qualche tempo fa ho creduto che fosse da stupidi sperare, illudersi e cercare di realizzare una propria ambizione: era davvero un brutto periodo, uno di quei momenti della vita in cui ti sembra che vada tutto storto... però, sono sopravvissuta e - a distanza di quasi un anno - mi rendo conto che non c'è emozione più intenza che quella del desiderio. Il desiderio ti tiene sveglia la notte, non ti da tregua, ti sfinisce e, anche se talvolta sarebbe meglio evitare, ci sono momenti in cui vale la pena di non dormire per sognare ad occhi aperti.
Il mio sogno? Difficile. Ne ho diversi per ora, se devo essere sincera.. però, mi sento di dedicare questo post a quello che fino ad oggi ha stravolto completamente la mia esistenza: l'exchange. Non posso, infatti, negare che la mia vita sia profondamente cambiata da quando ho deciso di intraprendere questo meraviglioso percorso: non so spiegare come - e credo che la cosa più bella stia proprio in questo - ma quest'esperienza, che in fin dei conti è appena cominciata, mi fa notare ogni giorno di più quanta sete di vivere e di conoscere ho dentro di me! Voglio viaggiare, vedere quanti più tramonti possibili, sentirmi libera e leggera, scoprire e meravigliarmi di nuovi paesaggi ed abbracciare con calore tutte le culture diverse dalla mia! E' uno spirito irrefrenabile, non posso - e non voglio - metterlo a tacere.
Rispetto al periodo a cui accennavo prima mi sento del tutto rinata: ho capito che ognuno di noi è responsabile e padrone della propria vita; gli altri potranno e dovranno essere solamente gli spettatori del nostro spettacolo. Non voglio apparire arrogante o chissà che cosa, ma rifletteteci: la nostra vita non è eterna ed è, anzi, caratterizzata da una straordinaria precarietà: non possiamo permettere che la paura del cambiamento o le nostre insicurezze o persino le offese e il giudizio della gente ci impediscano di perseguire i nostri obiettivi. Dobbiamo avere il coraggio di prendere e andare lì dove il cuore ci indica e la mia bussola in questo momento punta precisamente a Nord, verso le Fiandre.
La mia scelta di allontanarmi dalla mia città, dai miei amici, dalla mia famiglia e delle mie stesse sicurezze non è stata un'impresa facile: non ho idea di che cosa farò dopo metà Agosto, di dove andrò a vivere, di chi saranno le persone con cui dovrò condividere ogni instante della mia quotidianità e, neanche sforzandomi, riesco a immaginare come sarò alla fine di quest'esperienza...! Probabilmente sarò una persona completamente diversa, forse un po' più coraggiosa e tenace, ma la sostanza prima sarà sempre la stessa.
Perciò, mi sento in vena di darvi questo consiglio: per quanto la realtà possa essere triste e desolata, dovete avere SEMPRE la forza di continuare a sognare e a sperare in futuro migliore! Anche se sembra un'impresa assurda, anche se verrete presi per folli: non dovete MAI e poi MAI rinunciare a qualcosa per paura di una conseguenza. Siate coraggiosi ed affrontate qualsiasi cosa si presenti sulla vostra strada a testa alta!
Io ho avuto il coraggio di stravolgere la mia vita, di rialzarmi e di riprendere a camminare, più forte e testarda di prima.
Spero che le mie parole possano avervi lasciato qualcosa,
Buonanotte,
Elisa




domenica 3 marzo 2013

Marzo, Marzo... pazzerello!

Bella gente!
E' arrivato Marzo!! Sembra ieri che era Agosto ed io ero così confusa e angosciata riguardo la scelta dell'associazione...con tutti i dubbi sull'esperienza...la paura di dirlo alla scuola... l'indecisione per la scelta dei Paesi... non sembra proprio che sia passato tutto questo tempo!! Spero che quando sarò all'estero il tempo non scorra così velocemente! Ahah
Eggià...chissà come sarà! Da quando ho scoperto il mio Paese (Beeelgio <3) non faccio altro che pensare continuamente a come sarà la mia vita lì, alla lingua e tantissime altre cose...! Sono così euforica! :D 
Peccato che in tutto ciò, però, debba 'stoppare' le mie fantasie e i miei viaggi mentali, per concentrarmi sulla biologia (e mille altre materie uff) =___=" Non ne posso più di studiare: vorrei bruciare tutti i libri!!! E tuttavia è in questi momenti che cerco di ricordarmi che mancano - ormai - solo tre mesi alla fine della tanto odiosa tortura.. :') TRE MESIII... NE SONO GIA' PASSATI NOVE!! Ok, oggi sono un attimino sclerata se non si fosse notato, ahah
Comunque, in questi ultimi giorni sono stata un po' preoccupata (anche se il termine secondo me non rende).. più si avvina la partenza, più mi rendo conto di quello a cui dovrò rinunciare per 11 mesi...(Ah, sì. Per il Belgio c'è tipo un mese in più rispetto agli altri Paesi, tra parentesi :') ahah). Comincio a capire che lasciare TUTTO, sia le cose buone che quelle cattive, ha un certo peso: non è proprio facilissimo stravolgere il proprio quotidiano e la propria realtà da un giorno all'altro. Non oso immaginare come potrò sentirmi i primi mesi dopo la partenza.. Tutti gli exchange dicono che sono terribili e che si piange/ci si dispera continuamente..allegria :') ahah
Cioè - capiamoci - non è che prima non lo sapessi, ma adesso comincio a capire VERAMENTE cosa vuol dire... e comunque mi sento di precisare che non rinuncerei MAI a quest'esperienza, perché è la cosa migliore che potesse capitarmi e dopo tutta la fatica fatta non avrebbe completamente senso...! 
Quindi, buh.. non so nemmeno io cosa scrivere nello specifico: dentro di me ci sono una serie di sentimenti in contrasto... affetto, felicità, positività, entusiasmo, intraprendenza... tristezza, realismo, nostalgia precoce, amarezza... Sono consapevole che partendo cambierà tutto e io non potrò impedirlo; probabilmente solo certe amicizie resteranno inalterate (?), ma per il resto non c'è speranza che tenga e devo farmene una ragione. Infondo essere un'exchange vuol dire anche questo: spogliarsi di tutte le proprie certezze per andare incontro all'ignoto, farsi coraggio ed affrontare l'inimmaginabile. 
Credo comunque che la cosa migliore per il momento sia prendere quello che viene e - come si suol dire - mettersi l'anima in pace. Quello che sarà, sarà! (però speriamo che sia bello! ahahha)
Io sono fermamente convinta che la mia vita nasconde in sé tante di quelle meraviglie che devo solo avere il coraggio di non fermarmi mai e di avere sempre la forza di andare avanti! Voglio vivere, assolutamente, e non voglio rimpianti: quindi c'est la vie!
Ok, fanciulli: la biologia chiama, se no domani posso entrare direttamente a 90° a scuola (pregate per me, plx).. Vi terrò aggiornati, promesso :) 
Tot ziens! <3 <3 (Sì, sto cercando disperatamente di imparare il fiammingo ahah :P)

P.s. sto pensando di fare anche un vlog, voi che dite? Vi piace l'idea?? :)) Fatemi sapere! <3 <3